Napoli, l’assassino di Giogiò: “Non avevo mai sparato prima, l’ho visto fare nel mio quartiere”

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Il diciassettenne che ha  ucciso il musicista di 24 anni, Giovanbattista Cutolo, ha dichiarato ai magistrati: “Non avevo mai sparato prima, ma lo vedo fare tutti i giorni nel mio quartiere”.

Le indagini condotte dalla squadra mobile sotto la direzione di Alfredo Fabbrocini hanno praticamente ricostruito tutti gli aspetti dell’omicidio. Anche, c’è ancora un aspetto in corso di indagine, e riguarda l’arma utilizzata dall’assassino.

Gli investigatori-come riportano Il Mattino e l’edizione napoletana di Repubblica-stanno cercando di stabilire non solo la provenienza dell’arma, ma anche se è stata utilizzata in altri episodi.

Ad esempio, sospettano che possa essere stata coinvolta in due sparatorie avvenute ai Quartieri Spagnoli la notte tra il 30 e il 31 agosto, poco prima dell’omicidio di Giovanbattista, in via Pasquale Scura e via Girardi.

Le analisi balistiche sono in corso per rispondere a questa domanda. L’indagato, assistito dall’avvocato Davide Piccirillo, ha sostenuto di aver trovato casualmente l’arma abbandonata in strada sotto un’auto, avvolta in un fazzoletto e già carica, insieme ai suoi amici.

Ha dichiarato: “Pensavamo di rivenderla nella zona sotto le Mura.” Tuttavia, molte delle dichiarazioni del diciassettenne sono state contraddette da altre prove raccolte dagli investigatori, tra cui le registrazioni delle telecamere di sorveglianza del locale in piazza Municipio dove è iniziata la tragedia.

Il giovane ha detto di essere andato da solo al locale, ma è emerso che era arrivato con tre persone, tra cui un maggiorenne, su due ciclomotori.

Ha affermato di essersi spaventato dopo aver subito minacce da parte della vittima durante una discussione tra il suo gruppo e la comitiva del musicista, scaturita da una lite su un ciclomotore parcheggiato fuori dal pub e che si era infiammata quando uno dei ragazzi con il diciassettenne aveva rovesciato un tubetto di maionese sulla testa di un amico di Cutolo.

Tuttavia, queste circostanze non trovano conferma da nessun’altra fonte, e al contrario, Giovanbattista è stato ferito prima di essere ucciso con tre colpi di pistola, tra cui uno sparato con uno sgabello.

Per quanto riguarda l’arma, il diciassettenne ha affermato di aver chiesto a uno dei suoi amici, preso dal panico, se aveva ancora l’arma che avevano trovato sotto l’auto per difendersi: “La tieni? La tieni?” secondo la sua versione.

Ma le indagini e i video raccontano una storia diversa, in quanto sembra che sia stato proprio il minore ad avere l’arma nei pantaloni. Dopo aver sparato, sembra che non si sia nemmeno reso conto di aver ucciso il 24enne, affermando: “L’ho visto camminare normalmente.”

Di conseguenza, ha nascosto l’arma sotto un albero ed è andato a giocare a carte mentre il talentuoso musicista perdeva la vita senza motivo, vittima di tre spietati colpi di pistola sparati a sangue freddo.

 


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