Sale sul treno sbagliato e, dopo aver trascorso una notte nella stazione di Vicenza, si ritrova a vagare vicino alla strada provinciale 246 a Montecchio Maggiore, completamente disorientata.
La protagonista di questa disavventura è un’anziana di 73 anni, residente nel Comune di Castellammare di Stabia. Gli agenti della Polizia Locale dei Castelli sono intervenuti in zona San Vitale dopo aver ricevuto alcune segnalazioni in merito a una donna che, trasportando pesanti valigie e borsoni, stava procedendo a piedi e in stato confusionale lungo la via che dalla stazione delle corriere della città conduce ad Arzignano.
L’intervento di una pattuglia ha permesso di intercettarla a poche decine di metri dalla trafficata tangenziale che la pensionata stava per imboccare. Accompagnata in comando, rifocillata e verificate le sue condizioni di salute, gli agenti sono riusciti a rintracciare uno dei figli, residente a Carpi.
Da quanto si è appreso in seguito, la 73enne, dopo avere trascorso qualche giorno nella città modenese per il compleanno di un parente, aveva preso il treno sbagliato che, anziché riportarla a casa in provincia di Napoli, era diretto a Vicenza.
Aveva preso un autobus di prima mattina per raggiungere la caserma dei Carabinieri di via Laviano e denunciare lo smarrimento dei documenti d’identità. Un gesto di determinazione, quello di un’anziana di 80 anni di San Benedetto, frazione di Caserta, che nonostante l’età e qualche acciacco non aveva rinunciato a presentarsi di persona davanti ai militari.
Dopo aver compilato la denuncia con l’aiuto di un brigadiere, la donna si è alzata per andare via, ma proprio in quel momento il sovrintendente ha notato i suoi passi incerti e lo sguardo disorientato. Pochi metri dopo, nel piazzale della caserma, l’anziana ha ammesso di non ricordare più dove si trovasse né la strada di casa. Persino l’indirizzo le era sfuggito.
Un macabro ritrovamento ha sconvolto la quiete di Arrone, piccolo comune in provincia di Terni. I carabinieri, su segnalazione della figlia, hanno rinvenuto ieri sera il corpo in avanzato stato di decomposizione di Enza Delli Gatti, 71 anni, originaria dell’Avellinese. La salma era sepolta in una fossa poco profonda nel terreno privato di un’abitazione isolata dove l’anziana viveva con la figlia e il genero. La scoperta è avvenuta a seguito della confessione spontanea della figlia, la quale, dopo un litigio con il marito, si è presentata alla stazione dei carabinieri dichiarando: \\\"Mamma è sepolta lì\\\". Gli uomini dell’Arma si sono immediatamente recati sul luogo indicato, individuando i resti della donna nel giardino sotto pochi centimetri di terra, in prossimità di un muro di contenimento. Dallo stato di decomposizione della salma, gli investigatori stimano che il decesso risalga a circa un anno fa, nonostante non risultassero denunce di scomparsa. La Procura di Terni, che coordina le indagini, ha aperto un fascicolo per il reato di occultamento di cadavere. Questa ipotesi suggerisce che, in una prima fase, gli inquirenti non ritengano il decesso riconducibile a cause violente. Al momento non risultano indagati né sono state applicate misure cautelari. Le indagini dei carabinieri sono ora concentrate sulla ricostruzione dei rapporti familiari all’interno del nucleo, che da tempo si era trasferito dall’Irpinia. Si sta verificando anche la posizione degli altri figli della donna, che non convivevano con lei. Un altro elemento al vaglio degli investigatori è la pensione di cui l’anziana era titolare, per accertare eventuali movimenti insoliti dopo la sua scomparsa. Per stabilire con esattezza le cause e l’epoca del decesso, è stata disposta l’autopsia affidata al medico legale Massimo Lancia. Gli inquirenti mantengono al momento un profilo cautelativo, sottolineando che non esiste ancora una pista privilegiata.
Una truffa studiata nei minimi dettagli, architettata per colpire nel momento più fragile: la paura per un figlio ferito. È così che un uomo è riuscito a raggirare un’anziana di San Mango Piemonte, in provincia di Salerno, sottraendole contanti e oggetti d’oro per un valore stimato in oltre 11mila euro. I fatti risalgono al 6 gennaio scorso, ma solo ora il presunto autore è finito agli arresti domiciliari, su ordinanza del gip del Tribunale di Salerno, eseguita dai carabinieri della stazione di San Cipriano Picentino.
Secondo le indagini coordinate dalla Procura, la vittima sarebbe stata contattata telefonicamente con il solito copione del falso incidente stradale: al telefono, la voce concitata parlava di un grave sinistro che coinvolgeva il figlio, inducendola nel panico e convincendola a consegnare quanto aveva in casa a un sedicente emissario. A completare la truffa, anche il marito della donna è stato chiamato: stavolta la trappola è stata quella del finto carabiniere, usata per farlo uscire di casa e lasciare l’anziana da sola, più vulnerabile e facilmente manipolabile.
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