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Lavoro digitalizzato, dalla CLAAI nuovi corsi formativi

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Percorsi formativi rivolti alla categoria dei cosiddetti neet, quelli che in genere sono i giovani dai 16 ai 24 anni che non studiano né lavorano né ricevono una formazione.

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In una società che viaggia sempre più alla frequenza dell’innovazione e della digitalizzazione che stanno rivoluzionando il mercato del lavoro, la Claai, associazione per l’artigianato e la piccola e media impresa della Campania, promuove – attraverso la Claaiform – una serie di corsi di formazione che prevedono il rilascio di qualifiche professionali altamente specializzate.

Un progetto che nasce dall’esigenza delle aziende di reperire risorse umane esperte nel settore dell’information tecnology, di cui c’è una evidente carenza. Quattro i percorsi realizzati nell’ambito del programma Garanzia Giovani in collaborazione con Unione Europea, Anpal (Agenzia nazionale politiche attive per il lavoro) e Regione Campania, che si svolgono in modalità a distanza e in presenza (presso la sede di piazza Garibaldi 49): analista programmatore che progetta, sviluppa e collauda applicativi software; tecnico della progettazione, implementazione e manutenzione di sistemi di database; server side web developer e fronted web developer, il cui profilo professionale riguarda per entrambi analisti e progettisti software.

Competenze divenute fondamentali per le imprese che decidono di investire sempre più in capitale umano specializzato e aggiornato nella digitalizzazione. In Italia infatti solo l’1,3 per cento dei laureati intraprende un percorso nel settore tecnologico e quelli specializzati sono meno del 4 per cento degli occupati tra i 15 e i 74 anni.

Secondo il report di Meos (Manpower Group Employement Outollok Survey) per le previsioni sull’occupazione relative al secondo trimestre 2023 in Italia è confermato che il settore It è tra i primi cinque per le assunzioni più alte (+25 per cento). Tuttavia per le aziende diventa altrettanto difficile trovare professionisti con queste specifiche competenze, nonostante siano previste tra l’altro agevolazioni dal Governo per quelle che investono nella formazione dei loro dipendenti.

“Investire nella formazione del personale conviene – afferma Mariano Paolucci, presidente Claaiform – perché accelera la capacità di ripresa produttiva delle imprese e migliora l’efficacia degli investimenti in green e digitale. I risultati dell’indagine Tagliacarne sottolineano che il 30,7 % delle aziende che stanno investendo in attività formative nel triennio 2022-2024 conta di superare già quest’anno i livelli produttivi pre-Covid, contro il 12,3% di quelle che non lo faranno.

La soluzione ideale è rappresentata da una formazione di tipo ibrido, che includa sia moduli teorici erogati online, sia lezioni più pratiche e interattive svolte in presenza”. A dimostrarlo sono i dati, come sottolinea Carlo Calandra, responsabile attività formative Claaiform: “Su un totale di 48 corsisti di età compresa tra i 18 e 29 anni circa venti allievi, quasi il 40%, sono già stati assunti da piccole e medie imprese. E altri contatti e colloqui sono in corso”.


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