Salernitana, ecco come Sousa e Dia hanno alzato l’asticella delle ambizioni

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Un finale di stagione tutto da incorniciare. Salvezza raggiunta con alcune giornate di anticipo, un cambio di passo incredibile rispetto alla prima metà di campionato, facilità di gol e partite con le big giocate senza alcun timore reverenziale, strappando punti a destra e sinistra. Parliamo dell’incredibile rush finale della Salernitana, il quale è riassumibile in due nomi: Paulo Sousa e Boulaye Dia. Il primo è il tecnico dei granata campani, capace di dare un’impronta di gioco completamente diversa rispetto a quella di Davide Nicola. Il secondo, invece, è l’attaccante esploso nella seconda parte di stagione a suon di gol e prestazioni di alto livello. Due fattori, due certezze, che hanno influito sul giudizio di tifosi, esperti di calcio e su quotazioni e flussi delle scommesse live degli operatori del settore, che ora non considerano più la Salernitana tra le squadre favorite per rimanere travolte nella lotta salvezza della prossima annata calcistica. 

Paulo Sousa: cosa è cambiato rispetto a Nicola

La rivoluzione in casa Salernitana è iniziata il 15 febbraio 2023, quando Davide Nicola è stato ufficialmente sollevato dall’incarico di guida tecnica della prima squadra. Al suo posto l’ex allenatore della Fiorentina Paulo Sousa. Una benedizione per i campani, in totale crisi di gioco e di idee, prossimi ad una zona retrocessione che sembrava quasi inevitabile. Eppure, il brasiliano ha portato nuova linfa alla rosa granata, permettendo così di iniziare una scalata verso la salvezza piuttosto rapida. A tre giornate dalla fine del campionato appena finito, i salernitani erano matematicamente salvi, grazie al funambolico 2-2 dello Stadio Olimpico contro la Roma di Mourinho, con un +11, dall’iniziale +4, sulla zona Serie B. 

 

    Nelle 16 partite di gestione Sousa, che aumenteranno nella prossima stagione dopo l’annuncio del DS De Sanctis che ha confermato il brasiliano sulla panchina campana, la squadra è riuscita a portare a casa 4 vittorie, 9 pareggi e 3 sconfitte. La media punti è salita a 1,30 a partita, con una classifica chiusa a ridosso dei 50 punti totali. Anche la differenza reti ha capovolto il trend iniziale, divenendo positiva: 23 gol fatti, 20 gol subiti, ossia +3. Ma il dato che più fa capire la bontà del lavoro svolto dalla guida tecnica brasiliana, è l’aver aumentato la qualità del coefficiente offensivo, dato che solo in tre partite, la squadra non è riuscita a segnare nemmeno una rete: Cremonese, Lazio e Sampdoria. Fattore chiave, in tal senso, è stato Boulaye Dia.

    Boulaye Dia, la svolta dell’attacco granata

    Il senegalese, arrivato in prestito dal Villareal, squadra alla quale dovrebbe tornare a scadenza del contratto il 30 giugno, è stato protagonista assoluto della seconda metà di campionato della Salernitana. Con una percentuale di partecipazione al gol di quasi il 50%, 16 reti e 6 assist nelle 33 partite giocate quest’anno in maglia campana, Dia si è guadagnato di diritto il ruolo di miglior giocatore della squadra assieme al portiere messicano Ochoa. Marcature pesantissime, come quella che ha regalato il momentaneo 2-1 all’Olimpico contro la Roma e il conseguente punto salvezza, prestazioni di una qualità estrema e tanta voglia di aiutare i compagni a centrare l’obiettivo: la permanenza in Serie A anche l’anno prossimo. 

    Tutti elementi che fanno pensare che Dia non farà parte dell’attacco salernitano nel campionato 2023/2024, anche perché, oltre al Villareal che ne detiene il cartellino, vi sono squadre di alto cabotaggio interessate alle prestazioni del senegalese nato in Francia. Tra queste il Napoli, campione d’Italia in carica, e proprio la Roma di Mourinho, rimasto colpito dal talento di Paulo Sousa. 

     



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