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DISSONANZEN ricomincia da Trenta Mozart nostro contemporaneo

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Martedì Monastero delle Trentatré – Sala Maria Lorenza Longo h. 21.00 Dissonanzen presenta Mozart Nostro Contemporaneo (3), con Ciro Longobardi al pianoforte, Manuela Abano al violoncello, Francesco Solombrino al violino e Tommaso Rossi al flauto.

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La serie Mozart nostro contemporaneo per questo concerto prevede un abbinamento per contrasto: la Sinfonia K 551 in Do Maggiore Jupiter, caratterizzata da un’olimpica grandiosità formale, preceduta dal Trio per violino, violoncello e pianoforte Löico di Nicola Sani, lavoro del 2021 ispirato al Canto XXVII dell’Inferno dantesco, commissionato dall’Accademia Filarmonica di Bologna per i 60 anni di Nicola Sani.

Dissonanzen cambia location e si sposta all’Atrio delle Trentatré col terzo appuntamento di Mozart nostro Contemporaneo, il primo di quest’anno del ciclo triennale dedicato alle Sinfonie di Mozart nella trascrizione di Muzio Clementi per flauto, violino, violoncello e pianoforte accostate a brani di autori contemporanei.

All’oscuro ribollire della materia sonora del Trio Löico si contrappone la maestosità della Sinfonia Jupiter, sintesi esemplare tra forma sonata e scrittura contrappuntistica.

MOZART NOSTRO CONTEMPORANEO

Monastero delle Trentatré – Sala Maria Lorenza Longo, via Armanni, 16 h. 21.00

Nicola Sani Löico (2021)

per Trio con pianoforte
Wolfgang Amadeus Mozart
Sinfonia in Do Mg. K 551 Jupiter (1788)
Versione per flauto, violino, violoncello, pianoforte di Muzio Clementi
Ensemble Dissonanzen
Tommaso Rossi, flauto
Francesco Solombrino, violino
Manuela Albano, violoncello
Ciro Longobardi, pianoforte

Biglietti:

Intero € 10 Ridotto € 5
Prevendite Azzurro Service
Info: www.dissonanzen.it info@dissonanzen.itmob. 350 945 67 06

* ensemble dissonanzen 768px-Instagram_iconDissonanzen

“I tre insiemi strumentali sono utilizzati in maniera estesa esplorando le possibili sonorità scaturite dalle loro interrelazioni. Il suono prodotto da ogni interprete si prolunga o si trasforma nel suono dell’altro. I tre insiemi strumentali sono utilizzati in maniera estesa esplorando le possibili sonorità scaturite dalle loro interrelazioni. Il suono prodotto da ogni interprete si prolunga o si trasforma nel suono dell’altro. Il contrasto tra elementi di continuità e discontinuità genera una forma che si avvolge su se stessa, come una sorta di spirale tridimensionale. Progetto sonoro, gestualità e spazio sono parte di una trasformazione sonora che avviene davanti a noi, in tempo reale.” Spiega il compositore Nicola Sani.

Una continua metamorfosi sonora accosta le due partiture inseguendo volute dal forte impatto emotivo che nella trascrizione per quartetto di Clementi restituisce tutta la magnificenza di Mozart. Una magnificenza che si declina sinuosa lungo i quattro movimenti. Nell’Allegro ad una seconda zona tematica che vira verso toni tragici segue un terzo elemento, un’ironica citazione da un’arietta buffa dello stesso Mozart.

Nell’Andante, la serenità del tema iniziale cede subito all’inquietudine di una transizione in modo minore caratterizzata da sincopi ritmiche e da incalzanti progressioni armoniche. E anche nel Minuetto linee cromatiche intervengono a turbare la spensieratezza dell’esposizione iniziale. Nel Finale, l’uso pervasivo del contrappunto, la serrata combinazione di cinque temi, la gestione esemplare delle tensioni armoniche danno vita ad un edificio sonoro dalla fibrillante maestosità.


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