Amici e fedelissimi. I cerchi magici di Berlusconi

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In bianco. Di corsa, andamento lento sotto il sole delle Bermuda. Era il 1995 e lo scatto divenne subito iconico: Silvio Berlusconi e il suo primo cerchio magico, speciale, unico e inimitabile.

A fare jogging con lui c’erano Fedele Confalonieri, Adriano Galliani, Carlo Bernasconi, Gianni Letta e Marcello Dell’Utri. Un gruppo di collaboratori divenuti nei decenni amici, confidenti, compagni di azienda e di politica. Inseparabili, inseparati.

Nei 28 anni successivi attorno ad Arcore si sono avvicendati altri gruppi di fedelissimi. Ognuno capace di scalzare il precedente, spesso senza chiedere il permesso. Perché i tre decenni di potere berlusconiano sono anche storia di cerchi magici e di battaglie intestine per il controllo dell’accesso al Capo.

    In principio, dunque, erano quelli delle Bermuda. Amici che sono rimasti al fianco del leader, nonostante tutto, fino alla fine. A volte messi in disparte, a volte inascoltati, ma alla fine sempre capaci di sussurrare consigli decisivi all’orecchio del Cavaliere.

    Gli anni di governo, quelli dei trionfi elettorali e dell’Italia berlusconiana gestita dalla centrale romana di comando a Palazzo Grazioli, furono amministrati anche da dirigenti capaci di accompagnare a lungo la parabola di Berlusconi: Paolo Bonaiuti alla comunicazione, la fedelissima segretaria Marinella Brambilla (Marinella e basta, per il mondo di Forza Italia), e poi Sandro Bondi, Paolo Romani, Antonio Martino, Claudio Scajola, Fabrizio Cicchitto, Denis Verdini, mastini azzurri e consiglieri sempre presenti nelle residenze del capo.

    Così come i due consiglieri ombra, Sestino Giacomoni e Valentino Valentini. Ma anche, Miti Simonetto e Roberto Gasparotti plenipotenziari nella promozione dell’immagine del Cav. Fa parte poi della cerchia ristretta del “dottore” (come lo chiamavano i collaboratori più fedeli) anche Niccolò Ghedini, scomparso nel 2022 e fino alla fine avvocato personale di Berlusconi.

    Vengono tutti scalzati nell’era d’oro di Maria Rosaria Rossi, protagonista tra il 2006 e il 2008 di una rapidissima ascesa che la porta prima in Parlamento e poi stabilmente al fianco del Presidente a Palazzo Grazioli fino al 2016. E’ lei che cura l’agenda di appuntamenti di Berlusconi e ne filtra gli incontri.

    Sarà soprannominata “la badante” dai suoi avversari. Sono gli anni in cui diventa celebre Francesca Pascale, compagna per un decennio del Cavaliere dopo il divorzio da Veronica Lario. Assieme alla parlamentare Deborah Bergamini, che gestisce la comunicazione, sostituiscono Marinella e Bonaiuti, allontanano Gianni Letta, mettono ai margini tutti i vertici di Fi.

    Anche loro, però, finiscono per dover cedere il passo. Dopo un difficile intervento al cuore, nell’estate del 2016, è Licia Ronzulli a diventare l’ombra del leader di Fi. Gestisce per sei anni ogni sospiro di Berlusconi. Ne è amica e consigliera, con il pieno consenso di Marina Berlusconi.

    Da sempre è la primogenita del Cavaliere ad avere l’ultima parola su chi può far parte del cerchio magico attorno al padre. Con Ronzulli si stringe il sodalizio politico tra il leader azzurro e Matteo Salvini. Nel frattempo, Pascale rompe con Berlusconi: la nuova fidanzata è Marta Fascina, giovane deputata che ha accompagnato l’ex premier negli ultimi anni di vita.

    Ed è proprio Fascina a prendere il pieno controllo del berlusconismo insieme ad Antonio Tajani, colonna storica di Forza Italia sin dagli albori quando già nel 1994 sostituì Jas Gawronsky come portavoce. A Ronzulli tolgono la guida del partito in Lombardia mentre Alessandro Cattaneo è costretto a lasciare la presidenza del gruppo alla Camera.

    Si impone la linea dialogante con Giorgia Meloni. E’ l’ultimo cerchio magico, l’ultimo fugace cambio di epoca. Incapace comunque di scalzare nell’immaginario quella foto alle Bermuda, tutti in bianco dalla testa ai piedi. Tranne Berlusconi, scarpe da tennis scure a guidare un gruppo di amici che avrebbe gestito il Paese per tre decadi.


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