Castellammare: la notte da incubo dei tre fratelli Esposito

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Poteva essere la serata piu’ importante della loro vita da calciatori, invece la ricorderanno come una notte da incubo.

I tre fratelli Esposito, Salvatore, Sebastiano e Francesco Pio, rispettivamente di 23, 21 e 17 anni, originari di Castellammare di Stabia e cresciuti nelle giovanili dell’Inter, figli e nipoti d’arte (il padre Agostino e’ stato difensore centrale nelle giovanili del Napoli, il nonno paterno Salvatore ha giocato tra i dilettanti da trequartista e il cognato Gennaro e’ stato un esterno sinistro nelle giovanili del Napoli) sono scesi in campo quasi contemporaneamente per disputare la loro partita piu’ importante. Perdendola.

Il primo a finire la serata in lacrime e’ stato Sebastiano. L’attaccante classe 2002 ha giocato con il suo Bari il ritorno della finale playoff di Serie B contro il Cagliari vedendo sfumare a due minuti dalla fine il sogno che sembrava ormai realizzato di conquistare la Serie A.

    Sebastiano ha gia’ esordito e segnato con l’Inter nella stagione 2019/2020, lanciato da Antonio Conte nemmeno maggiorenne, e’ arrivato a Bari a gennaio dopo aver iniziato la stagione in Belgio, nell’Anderlecht, dove pero’ aveva segnato appena 2 gol. Il suo cartellino appartiene ancora all’Inter, che dal 2020 lo ha ceduto in prestito a Spal, Venezia, Basilea, Anderlecht e ora Bari, con cui ha segnato 4 gol in campionato.

    Pochi minuti dopo Sebastiano, e’ toccato al primogenito Salvatore versare lacrime amare sul campo di Reggio Emilia. Il ragazzo, classe 2000, ha affrontato con lo Spezia lo spareggio-salvezza per restare in Serie A contro il Verona uscendo sconfitti per 3-1. I liguri hanno comprato il centrocampista a gennaio dalla Spal, permettendogli cosi’ di esordire in Serie A dopo buone annate in Serie B.

    A livello giovanile ha fatto lo stesso percorso di suo fratello Sebastiano: Club Napoli, Brescia e Inter. Non esordisce pero’ con i nerazzurri, che lo cedono alla Spal nel 2018. Dopo gli ottimi prestiti al Ravenna (Serie C) e al Chievo (Serie B), gioca due stagioni e mezzo con i biancazzurri, sempre in B, diventandone anche capitano.

    Un paio d’ore dopo i fratelli, anche il piu’ piccolo (e, dicono, talentuoso) degli Esposito, Francesco Pio, classe 2005, ha vissuto la sua notte da incubo vedendo sfumare il sogno mondiale a quattro minuti dal 90′, con la nazionale italiana sconfitta dall’Uruguay 1-0 nella finale del Mondiale Under 20.

    L’attaccante e’ stato tra i protagonisti della squadra di Nunziata, che ha conquistato la finale del torneo dopo aver passato il girone contro Brasile, Nigeria e Repubblica Dominicana e aver battuto poi Inghilterra, Colombia e Corea del Sud nella fase a eliminazione diretta.

    Esposito si e’ fatto notare anche per aver segnato un gol di tacco nella vittoria ai quarti di finale contro la Colombia. Finora ha giocato da titolare 4 partite su 6, escludendo solo quelle ai gironi contro Nigeria e Repubblica Dominicana. Come i suoi fratelli, e’ cresciuto nelle giovanili dell’Inter.

    L’ultimo anno lo ha vissuto con la Primavera di Chivu, con cui ha segnato 15 gol in campionato piu’ uno in Youth League. Malgrado siano ormai ‘milanesi’ di adozione, i fratelli Esposito hanno il Dna campano per cui oggi sono delusi e tristi ma, da buoni figli di Eduardo, sanno che “adda passa’ a nottata”. Sono giovani e bravi e il futuro e’ loro.


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