Ancora tensioni nel carcere di Ariano Irpino . Ieri sera due detenuti si sono rifiutati di rientrare in cella e si sono resi protagonisti di una violenta protesta distruggendo arredi e suppellettili all’interno della quinta sezione della casa circondariale.
Lo denuncia la segretaria regionale del Sappe, Tiziana Guacci. Secondo la ricostruzione del sindacato autonomo, si è reso necessario l’intervento di unità di supporto della Polizia penitenziaria che insieme al direttore del carcere e al comandante degli agenti sono riusciti a sedare la protesta.
“Il carcere irpino – commenta Tiziana Guacci – per la presenza di detenuti di difficile gestione, è una polveriera pronta ad esplodere quotidianamente, anche a causa di strutture fatiscenti e carenze di organico”. Solidarietà agli agenti è stata espressa dal segretario generale del Sappe, Donato Capece.
Una coppia di avellinesi aggredita e rapinata nel cuore di Firenze. Le vittime sono l’imprenditore Massimo Giordano e sua moglie, la cantante Mary Marisol Petruzziello. I fatti sono avvenuti in via Nazionale, a pochi metri dalla stazione di Santa Maria Novella, dove la coppia stava raggiungendo il treno Italo delle 15.30 dopo una tac effettuata…
Capua - I carabinieri della Compagnia di Capua hanno dato esecuzione a un’ordinanza di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di due soggetti, un uomo e una donna, emessa dal gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere su richiesta della Procura della Repubblica. Uno dei due indagati risultava già sottoposto alla…
Cinque tentativi di truffa ai danni di anziani sono stati sventati dai carabinieri del Comando provinciale di Avellino in diversi centri della Valle del Calore. Ancora una volta i malviventi hanno provato a colpire con la ormai nota tecnica del “finto congiunto finito nei guai”, ma la prontezza delle potenziali vittime e il rapido intervento delle forze dell’ordine hanno mandato all’aria il piano.
Le telefonate sono arrivate in abitazioni di persone anziane residenti a Venticano, Pietradefusi e Montefusco. Dall’altro capo del telefono, una voce concitata raccontava di un parente coinvolto in un grave problema, spesso un incidente o una questione giudiziaria urgente, e chiedeva la consegna immediata di denaro contante e oggetti preziosi a un incaricato che si sarebbe presentato di lì a poco alla porta.
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