AGGIORNAMENTO : 21 Febbraio 2026 - 02:17
8.5 C
Napoli
AGGIORNAMENTO : 21 Febbraio 2026 - 02:17
8.5 C
Napoli

Scoperto e perquisito il covo di Matteo Messina Denaro

Ascolta questo articolo ora...
Caricamento in corso...

I Carabinieri del Ros hanno individuato il covo di Matteo Messina Denaro, il boss della mafia arrestato ieri a Palermo.

Si trova a Campobello di Mazara, paese di Giovanni Luppino, arrestato insieme al capomafia, e di Andrea Bonafede, sotto il cui falso nome si nascondeva Messina Denaro. Il covo è stato perquisito per ore.

i Carabinieri del Ros hanno trovato molti abiti di lusso, firmati, diversi profumi, anche questi di lusso, e un arredamento definito “ricercato”.

Campobello di Mazara. Centro di 11 mila abitanti in provincia di Trapani, Campobello è il paese di Giovanni Luppino, l’uomo che, ieri, ha accompagnato il capomafia alla clinica Maddalena dove è scattato il blitz.

Campobello è a soli 8 chilometri da Castelvetrano, paese di origine di Messina Denaro e della sua famiglia. L’individuazione del covo e la sua perquisizione sono tappe fondamentali nella ricostruzione della latitanza del capomafia.

E non solo. Diversi pentiti hanno raccontato che il padrino trapanese era custode del tesoro di Totò Reina, documenti top secret che il boss corleonese teneva nel suo nascondiglio prima dell’arresto, fatti sparire perchè la casa, a differenza di ora, non venne perquisita.

LEGGI ANCHE

Addio ad Anna Falcone, la sorella maggiore del giudice ucciso a Capaci

di Rosaria Federico 5 Gennaio 2026 - 12:42 12:42

Palermo – Si è spenta a Palermo Anna Falcone, sorella maggiore del magistrato Giovanni Falcone, il giudice assassinato dalla mafia nella strage di Capaci il 23 maggio 1992. Aveva 95 anni ed era la primogenita dei tre figli di Arturo Falcone e Luisa Bentivegna. Riservata per scelta, lontana dai riflettori, Anna ha dedicato la vita…

Continua a leggere

Bruxelles punisce l’Italia: aria tossica a Napoli e Palermo

di A. Carlino 11 Dicembre 2025 - 16:05 16:05

Commissione Ue avvia procedura d'infrazione per i livelli eccessivi di biossido di azoto. Piani anti-inquinamento inadeguati, Roma ha due mesi per rispondere Bruxelles– L'Italia finisce nuovamente nel mirino dell'Unione europea per l'inquinamento atmosferico. La Commissione ha aperto una procedura d'infrazione contro il nostro Paese, inviando una lettera di costituzione in mora per il persistente superamento dei limiti di biossido di azoto (NO2) nelle aree urbane di Napoli e Palermo .Da anni le due grandi città del Sud registrano concentrazioni di NO2 oltre i valori consentiti dalla direttiva Ue sulla qualità dell'aria ambiente, un inquinante legato principalmente al traffico veicolare e dannoso per la salute respiratoria. Nonostante l'obbligo di adottare piani efficaci per rientrare nei limiti nel minor tempo possibile, Bruxelles giudica le misure italiane "non adeguate" a risolvere il problema in tempi brevi. Roma ha ora due mesi per rispondere alle contestazioni e rimediare alle carenze evidenziate. In caso di replica non soddisfacente, la Commissione potrà emettere un parere motivato, avviando la fase successiva della procedura che potrebbe sfociare in sanzioni pecuniarie. Si tratta dell'ennesimo capitolo di una lunga battaglia europea contro l'inquinamento italiano, che già in passato ha portato a condanne e multe per diverse zone del Paese. La mossa di Bruxelles sottolinea l'urgenza di interventi strutturali per proteggere la salute pubblica nelle metropoli meridionali.

Continua a leggere

REDAZIONE
PUBBLICITA
PUBBLICITA

Primo piano

PUBBLICITA