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Ex Polverificio Borbonico di Scafati, buona la prima con Zuchtriegel: quando la cittadinanza attiva fa più di certa politica

“Non accettiamo in maniera passiva che ci venga scippato un sito archeologico – culturale che […]

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    “Non accettiamo in maniera passiva che ci venga scippato un sito archeologico – culturale che rappresenta l’identità del territorio oltre ad essere centro nevralgico per il rilancio della città e punto di riferimento per l’aggregazione e la socialità dei nostri giovani”, così dichiarava l’ex sindaco Cristoforo Salvati nel maggio ’22.

    Da quel momento in poi, ma anche prima di quel momento, nulla è stato fatto o progettato o programmato. Il sindaco – sfiduciato da 13 consiglieri comunali – nel maggio scorso si oppose inequivocabilmente alla proposta di Gabriel Zuchtriegel, direttore del Parco archeologico di Pompei, di acquisire il Polverificio Borbonico di Scafati, preferendo di fatto che il palazzo e l’annesso giardino fossero lasciati alla incuria, all’abbandono e peggio ancora alla delinquenza. Distruzione ovunque dunque per un sito mai sorvegliato. Devastazione dentro e fuori il palazzo.

    Lo stato di totale degrado del Polverificio Borbonico – rubato tutto l’impianto elettrico e di riscaldamento, danneggiato arredi, vandalizzato stanze e divelto pavimenti – è una ferita aperta per tanti scafatesi, alcuni dei quali si sono costituiti in un coordinamento di cittadini, comitati e associazioni che si chiama “SOS – Scafati Oltre Scafati“.

    I membri del coordinamento, di diversa provenienza e formazione, riunitisi una decina di volte, hanno trovato da subito una strada da percorrere dando vita a un gruppo di lavoro permanente, con a cuore la questione identitaria e lo sviluppo della città di Scafati.

    “Vivere in luogo civile per tutti noi significherebbe avere una base solida su cui poter progettare, ma in città siamo molto lontani anche dal minimo indispensabile, “quotidianità” per noi è avere una città pulita, riaprire i luoghi della memoria e farli vivere nella contemporaneità, curare le aree verdi, la Villa Comunale, la biblioteca, rimettere al centro la questione ecologica, il risanamento del Sarno, la questione degli allagamenti e la buona pratica della raccolta differenziata, tutti temi cari ai nostri concittadini e che sono sistematicamente messi in fondo alla lista delle priorità. – si legge in una nota del gruppo -.

    E ancora: “In questa città manca una visione di sviluppo, un idea di vivibilità, un progetto chiaro di emancipazione culturale e sociale, per cui abbiamo deciso di denominare questo gruppo di lavoro “S.O.S – Scafati Oltre Scafati” partendo dalla questione dell’Ex-Polverificio per diventare poi un volano propulsivo per le altre problematiche.

    Il nostro impegno sarà diversificato e interdisciplinare, per il bene storico in questione chiederemo all’amministrazione Comunale un tavolo progettuale propositivo per giungere in tempi brevi alla rimessa in sicurezza e che venga attuato un’inventario preciso e dettagliato. Inoltre, tenuto conto della questione molto articolata del rapporto con il Parco Archeologico di Pompei, chiederemo quali sono gli impedimenti che ancora persistono alla fruizione delle grandi potenzialità che la stessa Sovrintendenza di Pompei riconosce al Complesso dell’Ex-Polverificio Borbonico.
    Non ci fermeremo, cercheremo ogni strada percorribile per riportare al centro del dibattito cittadino la questione identitaria e vogliamo farlo soprattutto per le nuove generazioni che da questa città vanno via continuamente.” 

    Alle parole sono seguiti presto i fatti: una pec all’indirizzo del Comune, della Soprintendenza di Salerno e del Parco archeologico di Pompei con oggetto “richiesta urgente di incontro e avvio di un tavolo di confronto.”

    All’indomani della sfiducia ufficiale del dottor Cristoforo Salvati, ex sindaco di Scafati, arriva immantinente la risposta della Soprintendenza di Pompei che invita il comitato ad incontrare direttamente il direttore Gabriel Zuchtriegel assistito dagli architetti Michetti e Onesti. Un primo incontro in cui si sono chiarite posizioni e responsabilità, durante il quale si è discusso di progettualità e di messa in sicurezza del sito.

    Il direttore del Parco ha ribadito l’interesse, per altro già manifestato e approvato dalla Soprintendenza di Salerno, di annettere il palazzo con ingresso da Scafati alle attività del Parco archeologico di Pompei. Nulla a che fare quindi, con quello “scippo” tanto temuto dalla miopia dell’ex sindaco Salvati che in tre anni e mezzo, tra assessori e un comitato dedicato esclusivamente alla salvaguardia e alla valorizzazione del sito, nulla ha fatto per la tutela del bene scafatese.

    Regina Ada Scarico

     

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