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Casamicciola, addio silenzioso ai fidanzati uccisi dalla frana

 Il vescovo: "Accuse abusivismo? Acqua calda sul cotto"

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    Si sono svolti in un silenzio irreale i funerali di Eleonora Sirabella e Salvatore Impagliazzo, le prime vittime dell’alluvione di Casamicciola.

    Per i due fidanzati, che vivevano nella zona di via Celario, cerimonia funebre nella piccola chiesa di Santa Maria delle Grazie, sul corso principale di Lacco Ameno, il comune di nascita di Eleonora. Per esplicito volere delle famiglie sono funerali privati, senza la presenza di autorità, anche se in chiesa erano presenti Giovanni Legnini, il commissario straordinario all’emergenza frana e anche i sindaci dei comuni di Ischia, Forio, Barano, Serrara Fontana e Lacco Ameno.

    Le due bare sono state sistemate davanti all’altare una accanto all’altra e sopra decine di fiori bianchi, tanta la commozione tra i parenti e gli amici dei due giovani: Eleonora lavorava come commessa in una boutique di Ischia Porto ed era particolarmente apprezzata per la sua professionalità e gentilezza.

    La chiesa è off limits anche per i giornalisti, per i quali il comune di Lacco Ameno ha attrezzato una press area dedicata a poca distanza; la richiesta ai media di non presenziare è stata rivolta pubblicamente dal sindaco di Lacco Ameno, Giacomo Pascale, il quale ha spiegato che le famiglie delle vittime si sentono “massacrate” dalla pressione dei media, ed ha chiesto di rispettarne le volontà ed il dolore.

    Oggi i sindaci dei sei comuni dell’isola di Ischia hanno proclamato il lutto cittadino, e altrettanto avverrà in occasione dei funerali delle altre vittime previsti nei prossimi giorni.

    Le accuse di abusivismo piovute sulle case distrutte a Casamicciola subito dopo la tragedia sono state ‘come l’acqua calda sul cotto’. Usa un detto popolare il vescovo di Ischia e Pozzuoli, Gennaro Pascarella, in occasione del primo dei funerali delle vittime della frana del 26 novembre.

    “C’è il tempo per ogni cosa, ora è il tempo di piangere con coloro che piangono e condividere il loro dolore; chi è sommerso da quello della perdita dei propri cari e anche chi ha perso la sua casa o l’ha vista gravemente danneggiata ha sentito alcune valutazioni a caldo sulla posizione delle loro abitazioni, come recita un proverbio popolare “Su cotto l’acqua calda”: ci sarà poi il tempo delle analisi e degli interventi per prevenire altri disastri, ora è tempo della vicinanza e della condivisione, è tempo della preghiera”, ha detto monsignor Pascarella.

    “E’ difficile pronunciare parole che esprimano e leniscano la sofferenza dei parenti delle vittime in questo momento; in questo evento drammatico che tutti ci ha scossi e che ha aperto ferite profonde in loro ed ha provocato domande anche rivolte a Dio le nostre parole rischiano di diventare vuote, inopportune.

    La nostra presenza è per pregare, la fede non toglie il dolore ma aiuta ad affrontarlo; Eleonora e Salvatore dovevano sposarsi e perciò mi sono venute in mente le parole della Bibbia, forte come la morte è l’amore, le sue vampe sono una fiamma del Signore, le grandi acque non possono spegnere l’amore e né i fiumi travolgerlo”, ha concluso.

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