“La satira termina quando 3 metri di fango seppelliscono il corpo di una creatura di 20 giorni.
Mi riferisco a una vignetta pubblicata dal vignettista del Fatto Quotidiano, Natangelo, che ritraendo la ‘morte’ presso Casamicciola Terme asserisce che ‘è tornata a Ischia per via dei fanghi, come sempre’. La satira deve far riflettere, si dirà. Bene, io davvero ci ho riflettuto e trovo questa vignetta offensiva.
Offensiva verso chi ha perso i propri familiari, offensiva verso un’intera comunità, offensiva per i nostri morti. Ci penserà la Magistratura a ‘far riflettere’, a far luce sulle responsabilità. Ma fino a quel momento, pregherei di non giocare coi nostri nervi, che sono molto tesi”.
Così su Facebook, Giacomo Pascale, il sindaco del comune ischitano di Lacco Ameno, comunità confinante con quella di Casamicciola Terme. “Che la libertà di stampa non sia un paravento, dietro cui celare un’informazione alla ricerca di share: a costo di mettere in campo i migliori legali.
Non vi consentiremo più di monetizzare col sangue dei nostri cari, non vi consentiremo più di associare la nostra immagine a quella di un’isola criminale, non vi consentiremo più di fare vignette che ledono la dignità di un’isola che, di fatto, è stata la culla dell’Occidente. Ora basta”, conclude il primo cittadino.
Ischia – Mattinata di apprensione in un istituto superiore di Casamicciola Terme, dove quattro studenti sono stati colti da malori improvvisi dopo aver consumato dell'acqua minerale in bottiglia. I giovani, che avevano acquistato il prodotto regolarmente sigillato all'interno della scuola, sono stati immediatamente trasportati al presidio ospedaliero "Anna Rizzoli" di Lacco Ameno. Il quadro clinico Secondo…
ischia - Il calcio è passione, certo. Ma a volte i soldi lo sono di più. A Forio d’Ischia, in una tranquilla notte di inizio settimana, un furto in abitazione ha scosso il mondo del calcio dilettantistico locale. L’obiettivo dei ladri—o meglio, del ladro—era la casa di un dirigente dell’A.S.D. Real Forio, squadra che milita…
Caivano – Un arresto che riporta alla luce una delle pagine più drammatiche della cronaca napoletana. Ieri i Carabinieri hanno fatto scattare le manette ai polsi di Ciro Migliore, 27enne già noto alle forze dell’ordine, durante un blitz antidroga nel parco verde di Caivano. L’uomo, identificato come un presunto pusher, è lo stesso giovane transgender che cinque anni fa era il fidanzato di Maria Paola Gaglione, la 16enne morta nell’incidente del settembre 2020. La tragedia, che sconvolse l’intera comunità, fu causata dal fratello della vittima, Michele Gaglione. Come accertato in sede processuale, questi, oppostosi alla relazione della sorella, inseguì la coppia in sella a una moto. Durante l’inseguimento, lo scooter su cui viaggiavano Maria Paola e Ciro Migliore si schiantò, provocando la morte della giovane. Michele Gaglione è stato condannato a 9 anni e 6 mesi di reclusione per omicidio preterintenzionale. L’arresto di ieri da parte dei carabinieri aggiunge un tassello oscuro alla storia di Migliore. I militari hanno fatto irruzione nella sua abitazione, trovando prove di quello che sembra essere uno spaccio ben organizzato: tra i ritrovamenti, 10 dosi già pronte di cocaina e crack, materiale per il confezionamento e un “libro mastro” con sigle e numeri, verosimilmente i conti della compravendita illegale. Sequestrati anche 1.675 euro in contanti, presumibilmente provento dell’attività illecita. Quella del 16 settembre non è la prima indagine per spaccio che vede coinvolto Ciro Migliore dopo la morte della fidanzata; già nel febbraio 2021 finì nel mirino delle forze dell’ordine per reati analoghi. L’arresto chiude un cerchio tragico, dove a un lutto familiare si intrecciano storie di devianza e illegalità.
REDAZIONE






Scegli il canale social su cui vuoi iscriverti