E’ stato identificato il corpo della donna morta travolta dalla frana che oggi ha devastato Casamicciola.
Si tratta di una giovane di Eleonora Sirabella, 31 anni. Abitava con il marito Salvatore Impagliazzo, ancora disperso, nella zona di Rarone, cioè nella parte alta di Casamicciola, non molto sotto al punto dal quale si è generata la frana. La loro casa è stata travolta dal fango e il suo corpo sarebbe stato trascinato per un centinaio di metri, fino a piazza Maio, dove poi è stato ritrovato.
Lavorava come commessa, il marito è imbarcato sulle navi. I soccorritori hanno trovato il cadavere nel primo pomeriggio. “Mi hanno mostrato la borsa per vedere se la riconoscevo. Il volto no, mi hanno detto che non proprio era il caso di farmelo vedere”, racconta il parroco dei Casamicciola, don Gino Ballirano, che in quanto punto di riferimento della comunità ha collaborato per tutto il giorno con i soccorritori, aiutandoli a verificare i nomi dei dispersi e indicando gli abitanti delle palazzine maggiormente danneggiate dal fango.
Sempre a Rarone, in una casa molto vicina a quella di Eleonora Sirabella e del marito, abita una famiglia di cinque persone che non dà notizie da ieri mattina. Gianluca Monti, Valentina Castagna, due trentenni, hanno tre figli, la più piccola dei quali ha 6 anni. Si teme il peggio. La coppia in passato aveva gestito un banco di frutta e più di recente il marito stava lavorando comecuoco e la moglie stava a casa a crescere i figli.
Una delle persone disperse sarebbe una immigrata bulgara. Nikolina Blagova detta Nina. Ha 58 anni e proprio giovedì scorso è diventata cittadina italiana. Il compagno si trova all’estero, a Berlino, e lei dopo essere stata con lui in Germania fino a un paio di settimane fa, era tornata a Ischia per fare la carta di identità. L’idea era quella di ripartire e tornare dal suo uomo, originadio di Ischia. In passato aveva fatto la badante per alcuni anziani dell’isola.
Frana Casamicciola, il vescovo di Ischia: “Trovare le cause del disastro”
“Dovremo, dopo che la tempesta del dolore ci rende più lucidi, fermarci e con franchezza trovare le cause umane di questo disastro. Senza puntare il dito contro nessuno non potremo non chiederci, facendo memoria di un passato non così lontano: Abbiamo fatto tutta la nostra parte, perché questo evento non fosse un disastro annunciato?”.
È quanto scrive in un messaggio pubblicato sul sito della diocesi, il vescovo di Pozzuoli ed Ischia, mons. Gennaro Pascarella. “Ora è tempo della vicinanza, del prendersi cura, della condivisione, della prossimità. Ci sono persone ferite e sfollate, c’è chi si è visto risucchiare i suoi cari dalla furia delle acque e del fango. Essi vogliono sentire la nostra vicinanza, fatta non tante di parole, ma di gesti concreti”, aggiunge il presule.
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