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Prof ucciso a Melito, il ricordo dell’amico su Fb: “Accoglieva il disagio sociale”

Il professore Raffaele Virgilio ha pubblicato ieri sera un commovente post sul gruppo Fb "Melito Futura". Il ricordo del suo migliore amico Marcello Toscano

    “…Marcello era votato al rapporto umano fatto di ascolto e accoglienza verso il disagio sociale laddove si raccolgono valori reali e di riconoscimento per la figura del professore”.

    A descrivere la figura di Marcello Toscano, l’insegnante 64enne assassinato con numerose coltellate nella scuola “Marino Guarano” di Melito dove insegnava, e’ Raffaele Virgilio, il suo amico piu’ caro, anche lui docente. Il professore Virgilio ha pubblicato ieri sera un commovente post sul gruppo Fb “Melito Futura”.

    “Era l’altro me – scrive Virgilio – avrei voluto essere come lui nell’ affrontare con leggerezza le situazioni che mi sembravano difficili. All’ incontro con i carabinieri, martedi’ notte, l’ufficiale dell’arma mi ha detto che la mia deposizione era importante perche’ amico del cuore di Marcello. La mia risposta, purtroppo, non e’ stata soddisfacente perche’ ho parlato dello sguardo d Marcello, della sua ironia, della sua scaltrezza, del suo essere sornione, della sua leggerezza e soprattutto della sua intelligenza”.

    “Chi ci dara’ la sua risata che si diffondeva nei corridoi?”, si domanda l’amico e collega di Toscano, “I suoi abbracci? Ho sempre scorto il sorriso sul volto di Marcello anche nei momenti apparentemente bui, e sara’ cosi’ anche ora, mentre in televisione parlano di lui lo immagino in quella risata che lo ha sempre contraddistinto, cosi’ come lo immagino nel suo stupore per la violenza che gli e’ stata riservata”.

    “Marcello non avrebbe mai voluto che tutto questo si verificasse, – scrive ancora il professore – soprattutto all’ interno della sua scuola, avamposto di cultura e legalita’ in un territorio difficile dove in alcuni momenti e’ piu’ difficile vincere la diffidenza degli adulti che operare per fini educativi.

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    Marcello avrebbe condannato la violenza fatta alla scuola, dove lui stesso e’ stata vittima, perche’ lui sapeva che cio’ avrebbe potuto spegnere la speranza di tanti ragazzi che varcano la soglia della ‘Marino Guarano’ con la speranza di una vita diversa da quella che gli altri vogliono far credere”. 

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