Nonostante la loro tenera età i bambini della scuola elementare De Filippo di Santa Maria la Carità sono già indirizzati a studiare diritto canonico e diritto amministrativo.
Sono già avanti? Sono dei geni dello studio? No, semplicemente è che mancano le aule e il sindaco del piccolo comune dell’hinterland stabiese ha deciso di fare le lezioni ai giovani scolari in chiesa e in alcuna stanze del comune.
Un inizio anno scolastico davvero traumatico per gli studenti delle elementari a Santa Maria la Carità. La situazione sta alimentando polemiche sui social ma anche le proteste dei genitori che ogni giorno incontrano per strada sindaco e amministratori del comune.
L’istituto ha avuto tantissime richieste di nulla osta di genitori che hanno portato via i bambini. Da una stima approssimativa, ad oggi, l’istituto l’anno prossimo aprirà con una intera sezione in meno.
E’stato abbattuto un container del plesso cittadino, per carenze nella struttura, e quindi sono venute meno 13 aule. Decisione avvenuta a ridosso dell’inizio dell’anno scolastico. E per questo che la parrocchia del centro ha messo a disposizione i banchi della chiesa per 6 classi, mentre altre 7 vanno “a scuola” in comune.
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Tutto questo fino al primo ottobre, data ultima per unico orario dell’istituto, che poi passerà a doppi turni. Genitori sul piede di guerra verso il sindaco, Giosuè D’Amora, che aveva promesso una soluzione rapida che nei fatti non c’è stata.
Disagi per gli alunni e le famiglie, invece, che la mattina devono accompagnare i piccoli in chiesa o al comune per fare lezione. Lezioni molto particolari e distanti dal vero significato di tale parola perché, nel caso della chiesa, comunque aperta a tutti e quindi, sotto controllo di maestre e collaboratori, in chiesa si prega e si studia.
Ciro Serrapica
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