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A Napoli Pacifico presenta ‘Io e la mia famiglia di barbari’

A Napoli Pacifico presenta ‘Io e la mia famiglia di barbari’ Pacifico, al secolo Luigi “Gino” De Crescenzo, giovedì 29 settembre a Napoli presenterà il suo ultimo romanzo ‘Io e la mia famiglia di barbari’ nello Spazio Guarracino di Palazzo Reale (Piazza del Plebiscito, 1), in occasione del Premio Elsa Morante spin off, una serie […]

    A Napoli Pacifico presenta ‘Io e la mia famiglia di barbari’

    Pacifico, al secolo Luigi “Gino” De Crescenzo, giovedì 29 settembre a Napoli presenterà il suo ultimo romanzo ‘Io e la mia famiglia di barbari’ nello Spazio Guarracino di Palazzo Reale (Piazza del Plebiscito, 1), in occasione del Premio Elsa Morante spin off, una serie di incontri letterari, all’insegna dello “spettacolo della cultura” che si svolgono all’interno del Festival della Lettura e dell’Ascolto, promosso da Campania dei Festival.

    Modereranno l’incontro Tiuna Notarbartolo, giornalista e direttore del Premio Elsa Morante, e Antonio Parlati, Direttore della Rai di Napoli e giurato del Premio Elsa Morante.

    L’ingresso è gratuito.

    Edito da La nave di Teseo, in Io e la mia famiglia di barbari (176 pagine – 18 euro) Pacifico racconta la storia dei suoi genitori, Pia e Guido, e della sua famiglia – una sorta di armata Brancaleone – che dalla Campania degli anni ’60 si trasferisce a Milano per cercare fortuna e lavoro, fino ad arrivare al suo trasferimento a Parigi. Costruisce a piccoli passi, soffermandosi su particolari momenti, situazioni o gesti, la saga dell’emigrazione, tra umorismo, commozione e amore per la sua stramba famiglia.

    “È un libro pieno di sguardi, quelli che i ragazzini indirizzano ai grandi, ai genitori, che sbadigliano, litigano, brindano, fanno acquisti imprudenti, sperano in una promozione, mettono insieme di anno in anno una vacanza – racconta Pacifico – È una raccolta di momenti minimi, ogni tanto una scena madre. Un raduno di fantasmi buoni, di facce amate, di tutti coloro che sono rimasti nel setaccio della mia memoria bucherellata”.

    Sin dalla copertina, scatto realizzato intorno agli anni ‘50 dal grande interprete della fotografia contemporanea Nino Migliori (classe 1926), ci si immerge immediatamente nell’atmosfera intima e delicata del romanzo, che cattura momenti di una quotidianità fragile e solida, allo stesso tempo.

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