Il leader di al-Qaeda, Ayman al-Zawahiri ucciso con un drone

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Il leader di al-Qaeda, Ayman al-Zawahiri ucciso con un drone. Joe Biden dà la notizia agli americani.

“Non importa quanto tempo serve, o dove ti nascondi. Se sei una minaccia, gli Usa ti scovano. Giustizia è stata fatta”. Alle sette e mezza di sera nelle case di milioni di americani è comparso sugli schermi tv il volto di Joe Biden.

“Sabato, su mio ordine, gli Stati Uniti hanno effettuato un attacco aereo su Kabul, in Aghanistan, che ha ucciso l’emiro di al-Qaeda, Ayman al-Zawahiri”, ha detto il presidente Usa.

    “Giustizia è stata fatta e questo leader terrorista non c’e’ piu'”. Ayman al-Zawahiri, 71 anni, dal 2011 era l’erede di Osama bin Laden: tra i terroristi piu’ ricercati del pianeta, gli Stati Uniti avevano promesso una ricompensa di 25 milioni di dollari per qualsiasi informazione che consentisse di scovarlo. Il blitz è stato condotto dalla Cia, attraverso i droni, e non dai militari. “Quando ho messo fine alla missione militare americana in Afghanistan – ha aggiunto – avevo promesso agli americani che avremmo continuato a portare avanti operazioni antiterrorismo in Afghanistan”.

    “La mia speranza – ha continuato – è che i familiari delle vittime dell’11 Settembre possano voltare pagina”. Il terrorista è stato ucciso a Kabul, mentre era nascosto in un edificio identificato con sicurezza da diverse fonti dell’Intelligence, come ha riportato un’alta funzionaria dell’amministrazione in una conference call ristretta a cui ha partecipato l’Agi.

    Ayman al-Zawahiri era stato avvistato “più volte e per lunghi periodi sul balcone dove è stato infine colpito”. “Non ci sono state vittime civili”, ha confermato Biden. Quella di non colpire persone innocenti, ha spiegato la stessa fonte, è stata una “priorità” da parte di Biden che in una serie di incontri, tra cui l’ultimo avvenuto una settimana fa, aveva chiesto di “minimizzare” gli effetti collaterali.

    Il capo dell’organizzazione terroristica era stato individuato all’inizio dell’anno, ma è stato necessario il raffronto tra molteplici fonti, alcune presenti fisicamente nella zona, per avere la certezza che fosse davvero lui. Biden ha ricevuto aggiornamenti per tutto maggio e giugno e il 1 luglio è stato informato nella Situation Room della Casa Bianca dagli uomini al vertice dei servizi segreti: il direttore della Cia William J. Burns, il capo dell’intelligence nazionale Avril Haines, il direttore del National Counterterrorism Center Christine Abizaid e il consigliere per la sicurezza nazionale Jake Sullivan. L’intelligence statunitense aveva persino costruito un modello dell’edificio, che è stato utilizzato per informare Biden su come effettuare l’attacco in modo da ridurre al minimo i rischi di uccidere altri occupanti o civili.

    Dopo aver ricevuto l’autorizzazione di Biden, una settimana fa, l’attacco con i droni ha visto sparare due missili Hellfire che hanno ucciso al-Zawahiri mentre si trovava sul balcone al terzo piano dell’edificio dove si nascondeva. Nessun altro membro della famiglia è rimasto ucciso. I bambini che erano nell’edificio sono stati portati in un’altra “location”.

    L’amministrazione Biden non ha voluto dire se altri Paesi siano stati coinvolti nell’operazione. La casa in cui al-Zawahiri è morto era nella zona di Sherpur, a Kabul, un ricco quartiere della capitale, in cui vivono molti membri del governo talebano: secondo il New York Times, la residenza era di un alto collaboratore del ministro dell’Interno, Sirajuddin Haqqani; fonti non confermate sostengono invece che la casa fosse addirittura di proprieta’ del ministro e che nel raid sarebbero morti anche il figlio e il genero dell’alto esponente di governo, notoriamente vicino ad al-Qaeda. Il fatto che al-Zawahiri abbia trascorso le ultime settimane di vita in Afghanistan testimonia del confine poroso tra i due Paesi; e il fatto che si sentisse sicuro nel Paese conferma quanto poco abbiano cambiato l’Afghanistan due decenni di permanenza militare statunitense.



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