Arienzo, lite tra detenuti: ferito getta sangue sull’ispettore: la denunzia del Sappe. Ecco la nota.
Una colluttazione tra detenuti è avvenuta nel pomeriggio di venerdì scorso in una sezione del carcere di Arienzo.
Ne dà notizia, con una nota, il segretario nazionale per la Campania del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (Sappe) Emilio Fattorello.
L’esponente sindacale riferisce che la situazione è stata riportata alla normalità dal personale presente. Un detenuto però, si sarebbe rifiutato “di entrare nella propria cella, continuando con la sua azione di protesta con minaccia nei confronti del personale.
L’Ispettore di sorveglianza, senza supporti di esperti, cominciava un’opera di persuasione che andava avanti per ore. Il detenuto, che sanguinava per lesioni al volto derivanti dallo scontro con gli altri ristretti e da ferite alla fronte procurati per gesti autolesionisti messi in atto, spruzzava il proprio sangue sulla persona dell’Ispettore che riceveva diversi colpi alla spalla ed al collo”, si legge ancora nella nota. E solo qualche ora dopo si è riuscito “a ricollocare in cella l’esagitato”.
“Si segnala l’operato del personale della Polizia Penitenziaria che senza né strumenti idonei (teaser) ne coadiuvati da altre figure professionali sono riusciti a ricondurre alla calma il detenuto”, si legge ancora nella nota.
Un micro telefono cellulare completo di scheda Sim è stato scoperto all’interno di una cella dell’Istituto penale per minorenni di Nisida. Il dispositivo era nascosto in un pacchetto di sigarette ed è stato sequestrato nel corso di un’attività di controllo condotta dalla Polizia Penitenziaria. Il ritrovamento durante una perquisizione A rendere nota l’operazione è il…
Caserta – Quattro giorni di agonia, una battaglia contro le lesioni troppo gravi. Un ultimo, inutile ricovero nell'ospedale Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta. Per Gennaro Nuzzo, 61 anni, originario di San Felice a Cancello, non c’è stato nulla da fare. Il suo cuore si è fermato, spegnendo la voce di un altro lavoratore stroncato…
Caivano – Un arresto che riporta alla luce una delle pagine più drammatiche della cronaca napoletana. Ieri i Carabinieri hanno fatto scattare le manette ai polsi di Ciro Migliore, 27enne già noto alle forze dell’ordine, durante un blitz antidroga nel parco verde di Caivano. L’uomo, identificato come un presunto pusher, è lo stesso giovane transgender che cinque anni fa era il fidanzato di Maria Paola Gaglione, la 16enne morta nell’incidente del settembre 2020. La tragedia, che sconvolse l’intera comunità, fu causata dal fratello della vittima, Michele Gaglione. Come accertato in sede processuale, questi, oppostosi alla relazione della sorella, inseguì la coppia in sella a una moto. Durante l’inseguimento, lo scooter su cui viaggiavano Maria Paola e Ciro Migliore si schiantò, provocando la morte della giovane. Michele Gaglione è stato condannato a 9 anni e 6 mesi di reclusione per omicidio preterintenzionale. L’arresto di ieri da parte dei carabinieri aggiunge un tassello oscuro alla storia di Migliore. I militari hanno fatto irruzione nella sua abitazione, trovando prove di quello che sembra essere uno spaccio ben organizzato: tra i ritrovamenti, 10 dosi già pronte di cocaina e crack, materiale per il confezionamento e un “libro mastro” con sigle e numeri, verosimilmente i conti della compravendita illegale. Sequestrati anche 1.675 euro in contanti, presumibilmente provento dell’attività illecita. Quella del 16 settembre non è la prima indagine per spaccio che vede coinvolto Ciro Migliore dopo la morte della fidanzata; già nel febbraio 2021 finì nel mirino delle forze dell’ordine per reati analoghi. L’arresto chiude un cerchio tragico, dove a un lutto familiare si intrecciano storie di devianza e illegalità.
REDAZIONE






Scegli il canale social su cui vuoi iscriverti