Capri, famiglia bloccata in Kenya per 2 mesi: la compagnia aerea risarcirà i danni

Il giudice di pace di Capri ha disposto un risarcimento di 5mila euro da parte di #KenyaAirways a favore della famiglia di #Capri che nel 2020 rimase bloccata per due mesi in #Africa

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Viaggi aerei annullati per emergenza Covid: una famiglia di Capri, bloccata nel 2020 per due mesi in Kenya, avvia un contenzioso contro la Kenya Airways e viene risarcita.

Contestato l’inadempimento al contratto e la mancata assistenza. A darne notizia è l’unione nazionale consumatori. A disporlo è stato il giudice di pace di Capri che “ha accertato e riconosciuto la responsabilità contrattuale ed extracontrattuale della società Kenya Airways per aver contravvenuto agli obblighi nascenti dal contratto di trasporto aereo e quelli derivanti dal regolamento Ue 261/2004 e dalla convenzione di Montreal del 1999, in occasione dell’ arbitraria, e non giustificata, cancellazione del volo di ritorno” .

Inoltre ha “condannato la compagnia al risarcimento del danno di 5mila euro” in favore del nucleo familiare isolano difeso dall’avvocato Teodorico Boniello, responsabile della sede locale dell’Unione nazionale Consumatori.

La famiglia si era rivolta all’associazione dei consumatori, in via extragiudiziale, per ottenere almeno il rimborso dei titoli di viaggio cancellati e non usufruiti. La famiglia, composta dai genitori e da due minori di cinque anni e diciannove mesi, si era recata in Kenya, con un volo andata e ritorno da Roma per Mombasa, per un viaggio di piacere nel febbraio del 2020, ancor prima che scoppiasse l’emergenza pandemica.

Il giudice di pace, fa sapere l’Unione Consumatori, “ha riconosciuto il risarcimento in quanto, se la compagnia avesse comunicato preventivamente le cancellazioni che arbitrariamente stava effettuando, con ogni probabilità i consumatori si sarebbero potuti imbarcare anzitempo.

In ogni caso, la stessa, nel caso, era obbligata a riproiettare i passeggeri anche su altre tratte da essa non operate, al fine di raggiungere il luogo di destinazione e non di essere materialmente bloccati a distanza di migliaia e migliaia di chilometri da casa”.