Il 16enne di Napoli è stato operato al Bambin Gesù di Roma. E’ stato accolto dai familiari con i fuochi d’artificio.




Un 16enne di Napoli, malato di fibrosi cistica, è stato sottoposto ad un delicato con un intervento chirurgico durato 22 ore. Marcella Enoc (Bambino Gesù): “Risultati così sono resi possibili dalla generosità dei donatori e delle loro famiglie”

E’ stato necessario avviare un’operazione complessa, una maratona di 22 ore che ha coinvolto un’ampia equipe medica. Ma il risultato conseguito al Bambin Gesù è stato sorprendente perché, per la prima volta nell’ospedale romano, è stato eseguito un di polmoni e fegato allo stesso paziente.

A beneficiare della laboriosa operazione è stato un sedicenne napoletano, affetto da una grave forma di fibrosi cistica che solitamente attacca i polmoni ed in rari casi, anche altri organi. Seguito presso il Centro fibrosi cistica di Napoli dal 2016, a causa del progressivo peggioramento delle sue condizioni, è stato preso in carico dal centro fibrosi cistica del Bambino Gesù in vista di un programma di trapianto. La malattia, infatti, aveva provocato una grave insufficienza respiratoria, danneggiando anche il fegato del paziente. Per questo il giovane, dallo scorso marzo, era in lista d’attesa per un doppio combinato.

Ma la ricerca di donatori con caratteristiche degli organi tali da consentire il loro contemporaneo prelievo non è stata semplice. Nell’attesa del il sedicenne ha subito un progressivo peggioramento delle condizioni respiratorie che lo hanno portato, dalla fine di settembre, ad essere ricoverato in terapia intensiva con intubazione e ventilazione meccanica.

Grazie al sistema del Centro nazionale trapianti e dei coordinamenti regionali che gestiscono la rete italiana per i trapianti, due équipe del Bambino Gesù hanno potuto recarsi tempestivamente nell’ospedale del donatore per prelevare gli organi. Intanto nell’Ospedale della Santa Sede, nella sala operatoria della Cardiochirurgia, è iniziato l’intervento di trapianto: sono stati rimossi i polmoni malati, il paziente è stato messo in circolazione extracorporea – grazie alla macchina cuore-polmoni che ne sostituisce temporaneamente le funzioni – e sono stati impiantati i nuovi polmoni arrivati nel frattempo a Roma. Ripresa la funzione dei polmoni e del cuore, è stata interrotta la circolazione extracorporea e realizzato il del fegato.

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L’intervento è durato complessivamente 22 ore; se si aggiungono anche le procedure di prelievo effettuate nell’ospedale del donatore, sono state necessarie più di 36 ore. È il primo trapianto combinato di polmoni e fegato eseguito interamente dagli specialisti del Bambino Gesù. 54 giorni dopo il trapianto il ragazzo è tornato a casa dove è stato accolto con i fuochi d’artificio dai familiari.

“Oggi posso dire che i miracoli esistono – ha commentato la mamma del ragazzo – A Natale 2020 iniziavamo il percorso al Bambino Gesù con l’unica, ma incerta, prospettiva di un trapianto per salvare la vita di mio figlio. Averlo oggi a casa con me è il regalo di Natale più grande e inaspettato. Desidero ringraziare tutti i medici e gli operatori del Bambino Gesù per la loro professionalità e umanità e, soprattutto, per aver creduto con noi, e a volte più di noi, che mio figlio potesse tornare a vivere”.

“Nessuno dei risultati eccezionali conseguiti e di cui siamo davvero fieri – ha sottolineato Mariella Enoc, presidente del Bambino Gesù – sarebbe mai possibile senza la generosità dei donatori e delle loro famiglie, chiamati alla più altruistica delle scelte nel momento più profondo della sofferenza personale. La loro disponibilità è l’elemento indispensabile per l’attività di trapianto di organi che in Italia ogni anno cura più di 3000 pazienti”.


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