Il Museo e Real Bosco di Capodimonte, sarà aperto tutti i giorni durante le festività natalizie.




Durante le festività natalizie il , Napoli, sarà aperto tutti i giorni come di consueto ad eccezione dei mercoledì, 25 dicembre 2021 e 1 gennaio 2022 mentre il 24 dicembre e il 31 dicembre osserverà l’orario di apertura al pubblico dalle 8.30-14.00 (ultimo ingresso consentito alle ore 13.00).

Previste tre aperture serali straordinarie al prezzo di soli 2 euro lunedì 27, martedì 28 e giovedì 30 dicembre 2021, dalle ore 19.30 alle ore 22.30 (ultimo ingresso ore 21.30) mentre tutti i venerdì, sabato e domenica (ore 10.00-16.00) sarà possibile visitare, salvo avverse condizioni meteo, la Chiesa di San Gennaro nel Real Bosco che presenta un nuovo decoro dell’architetto Santiago Calatrava.

Tante le attività didattiche in programma durante le festività natalizie: dalle visite guidate al Presepe (26 dicembre 2021 ore 10.30) alla scoperta della Natività nell’arte (27 dicembre e 2 gennaio ore 12.00) fino ai laboratori per bambini dedicati ai colori di Daniel Buren (30 dicembre 2021 ore 16 e 6 gennaio 2022 ore 10.30), artista che ha una sua opera site-specific nella sezione di arte contemporanea del Museo.

Ma soprattutto il Museo riapre al pubblico per Natale, a partire da giovedì 23 dicembre 2021, parte dell’Appartamento Reale con un nuovo riallestimento che avrà un’organica e cronologica presentazione nel futuro progetto e alcune sale, sempre al primo piano, che anticipano la nuova sistemazione della collezione del XIX secolo, oggi visibile nelle sezioni della Galleria dell’Ottocento al terzo piano e dell’Ottocento Privato.

Riaprono nove sale dell’Appartamento reale, dal Salone della Culla al Salone delle Feste, con un allestimento tematico che presenta i sovrani di Napoli e il gusto di corte tra Settecento e Ottocento, in attesa del riallestimento definitivo dell’Appartamento storico la cui totale riapertura è prevista nel corso del 2022.

Sedie, poltrone e consolles di stili diversi, che ben testimoniano le mode del tempo, dialogano con dipinti dinastici, arazzi, orologi e porcellane. La grande eterogeneità degli arredi presenta stili, lavorazioni e materiali molto vari: decori “all’antica” con un forte riferimento alla grande impresa archeologica degli scavi di Ercolano e Pompei, marmi preziosi, alabastri e lacche ornate con motivi a chinoiserie di influenza rococò.

Un nucleo consistente della nuova sezione sull’Ottocento è dedicato alla produzione di Vincenzo Gemito, geniale scultore napoletano – a cui Capodimonte ha dedicato di recente una mostra – presente nelle collezioni del museo per acquisti reali o donazioni e arricchito dalla collezione di Achille Minozzi, illuminato mecenate sostenitore dello scultore di cui si presenta, oltre alle importanti sculture in terracotta, bronzo e cera, la particolare collezione di piatti dipinti con tecnica a nerofumo nel 1892.

Esposte anche opere di artisti che con Gemito hanno dato vitalità alla cultura del secondo Ottocento e che indirettamente illustrano il significativo ruolo dell’Istituto di Belle Arti di Napoli: Francesco Paolo Michetti, Antonio Mancini, Salvatore Postiglione, la pittrice inglese Jane Benham Hay, compagna di Saverio Altamura e Giuseppe Casciaro.

Come nelle ricche pareti dei padiglioni delle Esposizioni ottocentesche, nelle sale si affollano i dipinti e le sculture che hanno caratterizzato le vicende storiche e artistiche dell’Ottocento con le opere di Antonio Canova, Alexandre-Hyacinthe Dunouy, Francois Gérard e Gaspare Landi. In sala anche opere di Francesco Podesti, Orest Kiprensky, Domenico Morelli e Salvatore Fergola, Achille d’Orsi e Ettore Ximenes.

Riaperta inoltre al primo piano del museo la sala dei grandi cartoni di Raffaello e Michelangelo, vera preziosità del nucleo Farnese del Gabinetto disegni e stampe di Capodimonte.

I celebri cartoni di Michelangelo e Raffaello erano quelli preparatori rispettivamente per gli affreschi della Cappella Paolina e della Stanza di Eliodoro in Vaticano, provenienti dalla raccolta del bibliotecario Fulvio Orsini, lasciata in eredità nel 1600 al cardinale Odoardo Farnese.

Aperta anche la Collezione De Ciccio, l’importante raccolta donata da Mario De Ciccio allo Stato italiano nel 1958 e costituita da 1.300 pezzi, soprattutto oggetti d’arte applicata di differenti epoche e tipologia, raccolti dal collezionista nell’arco di oltre 50 anni: galanterie (ventagli, tabacchiere, astucci e orologi), vetri, bronzetti, avori e smalti medioevali, paramenti sacri, tessuti e ricami, argenti di uso liturgico, ceroplastiche, una importante selezione di oggetti archeologici e, soprattutto, uno sceltissimo gruppo di maioliche e di porcellane.

Visitabile l’Armeria di Capodimonte, una delle più notevoli d’Europa. Costituita dalle armi che appartenevano alla famiglia Farnese tra la fine del XV e il XVII secolo, fu ricevuta in eredità da Carlo di Borbone, che vi aggiunse nel Settecento la sua raccolta di armi da fuoco, alcuni doni diplomatici ed altre armi prodotte dalla Real Fabbrica di Napoli.

Al secondo piano del museo, il visitatore potrà ammirare la Galleria delle Arti a Napoli dal ‘200 al ‘700, la Flagellazione di Caravaggio, la sezione di arte contemporanea che prosegue al terzo piano con la Galleria fotografica di Mimmo Jodice, una raccolta di 52 fotografie, scattate tra il 1968 e il 1988 e dal 1996 parte della collezione permanente del Museo, diretta testimonianza della portata internazionale delle energie artistiche confluite a Napoli nel corso di un ventennio in cui arrivarono in città Warhol, Beuys, Nitsch, Merz, Burri, Kounellis, De Dominicis e Pistoletto.

Sempre al terzo piano il visitatore potrà vedere la Paolo La Motta. Capodimonte incontra la Sanità (fino al 16 gennaio 2022) e la sezione dell’Ottocento e Novecento con opere della scuola pittorica napoletana: Domenico Morelli, Filippo Palizzi, Gioacchino Toma, Francesco Paolo Michetti, Vincenzo Migliaro, sculture di Raffaele Belliazzi e Luigi De Luca, e la grande tela risorgimentale di Michele Cammarano, La Breccia di Porta Pia, fa da ‘spartiacque’ tra la sezione ottocentesca e quella di arte contemporanea.

Aperta anche la sezione dell’Ottocento privato, l’appartamento ad uso privato della corte, all’epoca dei Borbone e poi dei Savoia, con ampi spazi, vista panoramica sul parco, sulla città e sul golfo di Napoli, dove si respira l’atmosfera accogliente di un elegante ambiente privato che conserva la memoria storica del passato insieme ad una pregevole galleria d’arte: sette sale con oltre duecento opere tra dipinti, sculture, oggetti d’arredo in cui anche i tessuti e i tendaggi.

La suddivisione delle opere in ambienti tematici consente di attraversare la storia dell’arte come in un viaggio e scoprire i cambiamenti del gusto e della cultura figurativa napoletana, dal neoclassicismo (Raffaele Postiglione, Vincenzo Camuccini, Gennaro Maldarelli) alla scuola di Posillipo (Anton Sminck Pitloo, Giacinto Gigante, Gabriele Smargiassi, Teodoro Duclère), dalla pittura della seconda metà del secolo, ricca di storia (Domenico Morelli, Vincenzo Marinelli), nuove visioni del paesaggio (Filippo Palizzi, Giuseppe De Nittis) e della realtà (Gioacchino Toma, Vincenzo Migliaro, Michele Cammarano, Teofilo Patini), orientalismi (Marco De Gregorio, Ettore Cercone), ricerche cromatiche (Antonio Mancini, Francesco Paolo Michetti) e raffinatezze galanti (Giovanni Boldini), fino ai primi decenni del ‘900 (Giacomo Balla, Pellizza Da Volpedo).

Giovedì 23 dicembre 2021, ore 11.30, Salone degli Arazzi Il presepe di Benino: viaggio nel presepe popolare napoletano, tra canti e misteri Una tradizione che sarà narrata dall’attore Mario Brancaccio e da inframezzi musicali di Aurora Giglio che eseguirà le melodie tradizionali partenopee accompagnata al pianoforte dal maestro Vittorio Cataldi. Attività compresa nel biglietto del Museo, posti contingentati.

Giovedì 30 dicembre 2021, ore 16.00 Racconti e suoni di festa, Salone degli Arazzi Sala Arazzi, Selezione di poesie e brani di prosa sul Natale con accompagnamento musicale legato alla tradizione, un saluto in musica all’anno 2021 che va via e un benvenuto al 2022. Voci: Rodolfo Fornario e Antonella Quaranta, al pianoforte il M° Rosario Ruggiero.

Attività compresa nel biglietto del Museo, posti contingentati.In tutti i weekend nel salone degli Arazzi sarà possibile ascoltare la musica al pianoforte del M° Rosario Ruggiero, “Un amico speciale”, che esegue pagine del repertorio pianistico classico opportunamente introdotte, donando al pubblico la magica atmosfera della musica che risuona tra le opere d’arte.

Nelle sale la Compagnia Arcoscenico intratterrà i visitatori con le sue performance teatrali raccontando al pubblico i segreti della Reggia e dei suoi più celebri abitanti.



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