Furti di alberi di Natale a Napoli: l’ultimo colpo a Capodimonte

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Furti di alberi di Natale a Napoli. “Continua senza sosta la vergognosa e criminale usanza di rubare gli alberi di Natale. Nessun quartiere è a riparo dall’inciviltà di questi teppistelli. Dopo l’episodio, denunciato proprio ieri, del furto dell’albero natalizio a Posillipo in piazza San Luigi, sono giunte nuove segnalazioni con video e foto di furti. A Capodimonte, al corso Amedeo di Savoia, è durato solo otto ore l’albero donato da un commerciante che avrebbe dovuto essere addobbato dai bambini del quartiere.

Resta solamente il ceppo tagliato nel vaso. Tanta la delusione nel quartiere che non è nuovo a questi episodi poiché già lo scorso anno, come testimonia il consigliere di Europa Verde della terza Municipalità Carlo Restaino, era già accaduto un paio di volte. Inquietante quanto accaduto nell’isola pedonale antistante l’Accademia di Belle Arti dove in due in sella a uno scooter sono saliti a tutta velocità rubando al volo un ino norvegese addobbato dal gestore di un bar e posizionato proprio vicino al gazebo.

Serve la massima attenzione da parte delle forze dell’ordine contro questi fenomeni che rischiano di diventare una moda tanto incivile quanto pericolosa. Trascinare alberi lungo strade e marciapiedi a tutta velocità, oltre a essere un gesto schifoso, vuol dire mettere in pericolo l’incolumità di tante persone”. Queste le parole del consigliere regionale di Europa Verde, Francesco Emilio Borrelli, che ha ricevuto nuove segnalazioni su questo fenomeno.

    “Avevamo deciso di acquistare e addobbare un pino norvegese come simbolo natalizio – spiega Emanuele Barone, titolare del Caffè Belle Arti – quando dopo soli due giorni in due in sella a uno scooter lo hanno rubato correndo all’impazzata nell’isola pedonale. Un luogo frequentato abitualmente da tanti bambini e studenti. Per fortuna non è accaduto nulla di grave. Ho provato a inseguire questi ragazzi e finalmente abbiamo ritrovato il nostro albero, seppur in cattive condizioni, all’altezza dei porticati del Museo. Era nascosto e sicuramente lo sarebbero andati a riprendere. Invece ci penseremo noi a riposizionarlo dov’era perché non vogliamo darla vinta a questi teppisti”.






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