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Omicidio Rostagno, il boss Virga presenta ricorso all’ergastolo

Il boss mafioso condannato per l'omicidio del giornalista Mauro Rostagno, avvenuto a Palermo, presenta un ricorso straordinario contro la sentenza all'ergastolo

    Palermo. Omicidio Rostagno: il boss mafioso trapanese Vincenzo Virga ha presentato ricorso straordinario contro la sentenza di Cassazione per l’omicidio del sociologo e giornalista.

    Il legale del boss ha ottenuto la discussione per il prossimo 16 dicembre. La condanna al carcere a vita era arrivata il 27 novembre di un anno fa, decisa dalla Cassazione che confermò anche l’assoluzione per l’altro imputato Vito Mazzara. La Cassazione aveva rigettato sia il ricorso presentato dalla difesa di Virga che quello della procura generale di Palermo contro la sentenza con cui la Corte d’assise d’appello del capoluogo siciliano, nel febbraio 2018, aveva confermato la condanna al carcere a vita per il boss trapanese Virga, ritenuto il mandante dell’omicidio.

    Vito Mazzara in primo grado era stato condannato all’ergastolo con l’accusa di essere stato il killer di Rostagno. Il giornalista venne ucciso il 26 settembre 1988, nelle campagne di Valderice, dove aveva sede la comunità Saman e dove abitava. Accanto a Rostagno c’era una giovane, Monica Serra, un’ospite della comunità, che faceva parte della squadra di giovani cronisti che Rostagno aveva messo in piedi per la tv locale Rtc.

    “A mio giudizio il ricorso straordinario presentato dal boss Vincenzo Virga è solo un tentativo di riaprire la pista interna”. Lo ha detto Fabio Lanfranco, l’avvocato di parte civile del processo per l’omicidio di Mauro Rostagno per Carla Rostagno, sorella del sociologo ucciso da Cosa nostra. Secondo il legale il boss vorrebbe “recuperare la testimonianza di uno degli ospiti della comunità Saman, in totale controtendenza rispetto a tutti gli altri che sono stati sentiti nel lunghissimo dibattimento, e che è stato correttamente inquadrato nell’insieme delle risultanze probatorie”.

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