Ornella Pinto. “L’ho uccisa per un raptus. Ero a casa con lei”.

Ha confessato l’ex compagno della donna uccisa il 13 marzo scorso, ma ha cambiato versione dei fatti dopo tre interrogatori. Lo avrebbe fatto, secondo la procura e l’avvocato della famiglia Pinto, per evitare di essere condannato all’ergastolo per la contestazione dell’aggravante della premeditazione.

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Questa mattina nell’aula 115 del Palazzo di Giustizia, ha reso dichiarazioni spontanee. L’uomo ha preso la parola, spiegando che quella mattina dell’ aveva raggiunto la casa della sua ex compagna e l’aveva svegliata mentre dormiva nella stanzetta del figlio, poi di essersi spostato nella stanza da letto per un chiarimento e da li’ in cucina dove avrebbe preso un coltello dalla cucina, mai trovato, e l’avrebbe accoltellata “in preda a un raptus”.

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Per la Procura, invece Iacomino l’avrebbe uccisa, sorprendendola all’alba, dato che aveva le chiavi di casa, e usando un coltello che aveva portato con se’ prendendolo da un albergo dove lavorava.




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