Diego Armando Maradona, il Pibe de Oro, avrebbe compiuto oggi 61 anni.

Il campione argentino, scomparso lo scorso 25 novembre, tra le stelle piu’ importanti nella storia del calcio, con la maglia del Napoli ha scritto pagine indelebili nella mente dei tifosi partenopei e in generale per gli appassionati di questo sport. Il prossimo 28 novembre, prima di Napoli-Lazio, nello stadio che porta il suo nome, verra’ svelata una statua che lo raffigura: una scultura a grandezza naturale, per un calciatore che e’ stato di grandezza innaturale. Il 10 per sempre nella sua citta’.

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Un giorno particolare quello di oggi, il primo senza la sua presenza fisica, tanto che il presidente della Repubblica dell’Argentina, Alberto Fernandez ha dichiarato “patrimonio storico nazionale” l’abitazione di Villa Fiorito in cui Maradona e’ nato e cresciuto e in tutte le gare di questo turno del campionato vi sara’ un breve stop al 10′ di ogni partita.

Negli stadi verranno proiettate immagini ad hoc sui maxischermi, mentre dagli altoparlanti verra’ trasmessa la canzone di Rodrigo Bueno dedicata all’ex calciatore del Napoli.

Cosi’ ieri sera al 10′ di Racing-Defensa y Justicia l’arbitro German Delfino si e’ fatto consegnare il pallone e ha fermato il gioco per qualche minuto affinche’ il pubblico presente potesse inneggiare a Maradona con cori e applausi scroscianti mentre sul megaschermo dello stadio scorrevano le immagine del ‘Pibe de Oro’ che alzava la Coppa del Mondo vinta con l’Argentina nel 1986 a Citta’ del Messico.

Le grida “Diego, Diego” e “Maradoooo, Maradoooo” si sono mescolate agli applausi, la musica e le lacrime, poi e’ partito il coro “chi non salta e’ un inglese” e tutte le persone presenti nello stadio hanno cominciato a saltellare sulle tribune, ed e’ apparso in aria un aria un drone a cui era appesa una maglia dell’Argentina numero 10 personalizzata con ‘Maradona’.

“Dio gli ha dato il genio, il mondo gli ha dato il suo amore – ha scritto Pele’ sui social -. Oggi e’ il di Diego. Per sempre, in questo giorno, chiunque ami il calcio ricordera’ cosa faceva con la palla. Quanto a me, personalmente, ho la possibilita’ di ricordare con affetto la bellissima amicizia che abbiamo avuto. Questi ricordi sono un vero regalo”.

La sua morte ha portato con se’ una grande polemica e in Argentina proseguono le indagini della magistratura di San Isidro per appurare le cause della sua scomparsa: “Oggi, nel 1960, nasceva il piu’ grande. Buon compleanno, Diego!”, ha scritto su Twitter il Napoli.

Il colore azzurro e’ strettamente legato a Maradona, come lo e’ a Lorenzo Insigne, attuale ‘bandiera’ del Napoli che ha realizzato 114 gol con i partenopei ed e’ vicino a raggiungere i 115 segnati da Maradona con la maglia azzurra: “Ma raggiungerti di cosa? Tu sei stato, sei e sarai irraggiungibile… di solito si dice che si lascia un grande vuoto ma per noi non e’ stato cosi’. Tu sei qui sempre con tutti noi nei racconti della gente, nei filmati, nei murales, nei pensieri di tutti noi. Di tutti noi Napoletani, te compreso. Buon Diego”.

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Napoletano doc anche Fabio Cannavaro: “Buon Diego, ovunque tu sia”. “Oggi nasceva una leggenda… Diego Armando Maradona”, scrive la Uefa sui social. Ed anche l’Afa, la Federcalcio argentina, e’ scesa in campo e in occasione del di Diego ha previsto “l’entrata in campo dei giocatori con una maglietta con il suo volto e i capitani delle squadre indosseranno al braccio una fascia celeste e bianca con la iconica sagoma di Maradona”.

Una festa nelle strade, in casa, sui social. Il primo compleanno di Diego Maradona dopo la sua morte e’ stato festeggiato ancora di piu’ a Napoli, la citta’ che il 30 ottobre da sempre celebra la data di nascita di quello che continua a essere considerato una sorta di profeta e oggi un protettore insieme a San Gennaro.

Un simbolo per una citta’ che si e’ sentita sempre poco protetta. In tanti sono andati nella piazzetta dei quartieri spagnoli dove c’e’ l’enorme murales di Maradona che occupa tutta la facciata di un palazzo, diventata simbolo del maradonismo sin dal giorno della morte di Diego e che da allora e’ anche frequentata da tanti turisti.

Ci sono andati i tifosi, i napoletani che si sono goduti i suoi anni e i ragazzi che lo hanno vissuto nei racconti e ci e’ andato anche il sindaco Gaetano Manfredi, tifoso della Juventus ma del tutto consapevole che Maradona e’ un concetto che va al di la’ del tifo: “Napoli ti festeggia in eterno, buon compleanno Diego Maradona”, ha scritto, postando una sua foto davanti ai ritratti di Diego nella piazzetta.

Una festa si e’ svolta al Maschio Angioino, organizzata tra gli altri da Raffaella Iuliano, figlia dello scomparso Carlo, il capo della comunicazione del Napoli degli anni di Diego. Alla celebrazione c’erano tanti ex giocatori azzurri che hanno giocato con Diego come Bruno Giordano, Nando De Napoli, Giuseppe Volpecina, Raffaele Di Fusco, Luigi Caffarelli, ma anche Luciano Moggi e Salvatore Carmando, il fisioterapista del club di quegli anni.

Una riunione per festeggare Diego raccontando gli anneddoti di quegli anni di Diego, ma anche lanciando un nuovo appello per il recupero del Centro Paradiso, il campetto di Soccavo dove si allneava il Napoli all’epoca e che oggi e’ un bosco abbandonato.



Collaboratore di lunga data di Cronache della Campania Da sempre attento osservatore della società e degli eventi. Segue la cronaca nera. Ha collaborato con diverse redazioni.

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