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Pfizer-BioNTech: vaccino “efficace e sicuro” sui bambini tra 5 e 11 anni

Il vaccino anti- sviluppato dalla casa farmaceutica statunitense Pfizer e dalla tedesca BioNTech è “sicuro e altamente efficace” sui bambini tra i cinque e gli undici anni di età. Lo riferiscono le due compagnie citando i risultati dei test clinici, sui quali tuttavia non sono stati forniti ulteriori dettagli.

Il -19 è molto più pericoloso per gli adulti che per i bambini, i quali tuttavia in alcuni casi possono sviluppare la cosiddetta sindrome infiammatoria multisistema (Mis-c) oppure trascinarsi per mesi i sintomi della malattia.

Negli Stati Uniti sono stati quasi 30 mila i bambini ricoverati in ospedale per -19 nel mese di agosto, con l’incidenza più alta tra gli Stati con i tassi di piu’ bassi. Pfizer e BioNTech hanno intenzione di chiedere all’Agenzia del farmaco e dell’alimentazione (Fda) degli Usa l’approvazione per l’uso del vaccino tra i bambini di eta’ compresa tra i cinque e gli undici anni entro la fine del mese. Successivamente, ma non prima dell’ultimo trimestre di quest’anno, dovrebbero essere condotti anche test clinici sui bambini con meno di cinque anni.

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Il vaccino verrebbe somministrato a un dosaggio inferiore rispetto a quello utilizzato per i soggetti dai 12 anni in su, hanno affermato le aziende in una nota. Le aziende hanno inoltre affermato che avrebbero presentato i loro agli organismi di regolamentazione nell’Unione Europea, negli Stati Uniti e in tutto il mondo “il prima possibile”.

Per i bambini della fascia d’età considerata, Pfizer ha testato una dose pari a un terzo della quantità utilizzata attualmente. Dopo la seconda dose, i bambini hanno sviluppato livelli di anticorpi contro il coronavirus forti quanto quelli di adolescenti e giovani adulti, ha dichiarato ad Associated Press Bill Gruber, vice presidente di Pfizer. Il dosaggio per bambini si è dimostrato sicuro, con effetti collaterali temporanei simili o inferiori a quelli sperimentati dagli adolescenti, come mal di braccia, febbre o dolori, ha aggiunto. “Penso che abbiamo davvero colpito nel segno”, ha sottolineato Gruber, pediatra.