Sollicciano rientra la protesta degli 8 detenuti

Sollicciano, rientra la protesta degli 8 detenuti. Protestavano per alcuni provvedimenti del giudice di sorveglianza, dopo l’una scendono dai tetti

Sollicciano, rientra la protesta degli 8 detenuti. I detenuti accettano la trattativa e scendono dai tetti poco dopo l’una di oggi.

“La situazione nel carcere fiorentino di Sollicciano è tornata alla normalità dopo che otto detenuti erano saliti sul tetto della struttura per protestare contro alcuni provvedimenti di un magistrato di sorveglianza. Il Presidente del Tribunale di sorveglianza e il Provveditore regionale sono infatti prontamente intervenuti, convincendo i detenuti a interrompere la protesta”. Lo comunicano i sottosegretari alla Giustizia Francesco Paolo Sisto e Anna Macina, e il capo del Dap, Bernardo Petralia.

“L’intervento è stato coordinato dal Dap, con la sorveglianza del Ministero, in stretto contatto con il Garante nazionale dei detenuti Palma, e con il Garante della Toscana Fanfani”, concludono.
“Ora che la protesta a Sollicciano e’ terminata ci auspichiamo che l’amministrazione penitenziaria, a tutti i livelli, da quello locale a quello centrale, adotti i dovuti provvedimenti nei confronti dei detenuti in questione, anche alla luce di quanto previsto dalla normativa vigente e dalla circolare esplicativa dello scorso anno. Cio’ significherebbe che chi non rispetta le regole dell’ordinamento penitenziario, deve essere cosciente di andar incontro a delle dovute conseguenze, a livello penale e disciplinare, finanche al trasferimento per ordine e sicurezza”. Cosi’ il vicesegretario generale Osapp, Giuseppe Proietti Consalvi.

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“Diversamente – aggiunge in una nota – lo Stato darebbe un segnale di debolezza e tali episodi potrebbero essere molteplici, sia a Firenze che sul territorio nazionale. E’ bene ribadire due cose: la necessita’ di una riforma in senso generale del sistema penitenziario, sia dal punto di vista ‘premiale’ che da un punto di vista ‘sanzionatorio’, anche partendo dalla riforma del corpo di polizia penitenziaria e da un’urgente modifica dell’ordinamento penitenziario. Il ripristino dell’ordine e della sicurezza negli istituti penitenziari, e’ un compito istituzionale del corpo di polizia penitenziaria e non di altre figure chiamate dal vertice centrale dell’amministrazione penitenziaria”.

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Polemizza invece con la nota del Ministero della Giustizia il segretario generale Uilpa Gennarino De Fazio, che nel pomeriggio ha dichiarato: “Apprendiamo di un comunicato diffuso dal ministero della Giustizia, con il quale si darebbe conto del rientro dei disordini presso il carcere fiorentino di Sollicciano”, “grazie alla mediazione del presidente del tribunale di sorveglianza. Secondo quanto riportato, dal ministero direbbero che il presidente del tribunale di sorveglianza e il provveditore regionale ‘sono infatti prontamente intervenuti, convincendo i detenuti a interrompere la protesta’. Ecco, in questa espressione sta la dimostrazione plastica di quello che e’ il concetto di prontezza del ministero della Giustizia”. Ha detto De Fazio.

“Per ore, dalle 21 di ieri fino a ben oltre le 12 di oggi – aggiunge De Fazio in una nota -, la polizia penitenziaria di Sollicciano è stata impegnata a monitorare e contenere quanto stava avvenendo e solo stamani sono sopraggiunti il provveditore regionale delle carceri, il direttore reggente e altre autorita’. Ma al ministero raccontano di prontezza di interventi, senza peraltro spendere una parola di ringraziamento e incoraggiamento per quegli operatori che si sono trattenuti in servizio per moltissime ore, alcuni dei quali dopo essere stati richiamati al lavoro per via dell’emergenza, e senza alcun cenno alla situazione strutturale di un penitenziario in cui le inferriate si possono asportare come se fossero installate nella pasta frolla”. “Piu’ che prontezza di teorie e dichiarazioni di circostanza – conclude -, al ministero di via Arenula devono dimostrare prontezza di intervento e di efficacia. A breve, con un’estate carceraria che si preannuncia incandescente, potrebbe essere troppo tardi”.


Di Redazione

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