Covid a Malta, sono 150 gli studenti italiani in quarantena: oltre sessanta quelli risultati positivi al test.
Tutti i ragazzi sono stati posti in isolamento dalle autorità sanitarie per essere risultati positivi al test o per essere stati in contatto con i loro compagni di viaggio o di scuola. I ragazzi, per lo piu’ studenti delle scuole d’inglese, stanno godendo dell’assistenza dei servizi consolari dell’Ambasciata d’Italia a Malta. La Farnesina sta seguendo il caso e cerca una mediazione con il Governo locale per il rientro.
Covid a Malta – 150 gli studenti italiani in quarantena
La maggior parte e’ stata radunata in un albergo a 4 stelle di St. Julians (il Marina Hotel Corinthia Beach Resort trasformato in Covid hotel). Altri sono rimasti in isolamento in 5 altre strutture dell’arcipelago, prenotate col pacchetto di vacanza-studio. Molti casi analoghi a quello degli italiani sono stati segnalati per studenti spagnoli o francesi.
TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE: Farnesina lavora al rientro ragazzi negativi da Malta
Malta inasprisce le misure di contenimento e non segue la procedura del Green pass europeo. Scelta criticata dalla commissione Europea. Da mercoledì prossimo il Governo maltese consentirà l’ingresso nel Paese soltanto alle persone completamente vaccinate da almeno 14 giorni in possesso del Green Pass europeo, britannico o maltese.
Il governo della Valletta tira dritto sulla misura, giudicata da Parigi “contraria alle decisioni europee”.
“Siamo stati e continueremo ad essere criticati, ma le vite e la capacita’ di spesa dei maltesi sono le uniche cose che contano”, ha detto il primo ministro maltese Robert Abela.
Napoli, metal detector contro la «moda» del coltello a scuola
Napoli – Entrare in classe con un coltello in tasca non è più l'eccezione di un contesto degradato, ma una preoccupante consuetudine che sta scivolando verso la moda generazionale. Da Caivano ai Colli Aminei, il fenomeno delle armi bianche tra i banchi sta spingendo le istituzioni napoletane a una risposta senza precedenti, sospesa tra il…
Unpli mappa l’Italia invisibile: oltre 30mila beni nel censimento del patrimonio immateriale
C’è un’Italia che non si misura in monumenti o metri quadri, ma vive nei gesti quotidiani, nei riti tramandati, nelle lingue locali e nelle tradizioni custodite dalle comunità. È questa l’Italia che emerge dal primo Censimento del Patrimonio culturale immateriale, presentato alla Camera dei deputati, che ha già raccolto oltre trentamila elementi tra tradizioni, manifestazioni, prodotti locali e saperi antichi.
Il progetto, avviato nel 2023 e promosso dall’Unione Nazionale Pro Loco d’Italia in collaborazione con Anci e con l’Istituto centrale per il Patrimonio immateriale, sotto la supervisione del ministero della Cultura, nasce con l’obiettivo di preservare e condividere un patrimonio fragile, destinato a scomparire se non viene raccontato e trasmesso. Un lavoro che si inserisce pienamente nello spirito della Convenzione Unesco del 2003 e che, per sua stessa natura, non potrà mai dirsi concluso.
REDAZIONE






Scegli il canale social su cui vuoi iscriverti