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Alla Jabil nuovi assunti, da mesi i sindacati accusano l’azienda cagliaritana di aver assunto 23 lavoratori

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Alla Jabil nuovi assunti, pesanti accuse da parte dei sindacati

Scambio incrociato di accuse tra i sindacati dei metalmeccanici e la societa’ sarda Orefice Generators sulla questione del reimpiego dei lavoratori che Orefice ha assunto nei mesi scorsi dalla multinazionale dell’elettronica Jabil, che ha sede a Marcianise ed e’ in crisi produttiva, tanto da licenziare in due anni 220 dipendenti.

Da mesi i sindacati accusano l’azienda cagliaritana di aver assunto 23 lavoratori da Jabil, prendendo migliaia di euro dalla stessa multinazionale americana per ogni addetto assorbito, ma senza avviare concretamente il progetto di reindustrializzazione e rilancio dei lavoratori ex Jabil; per reimpiegare questi ultimi, Orefice ha aperto uno stabilimento nell’area industriale di Pascarola, comune di Caivano, a pochi chilometri dal sito della Jabil, “allo stato gia’ dismesso” dicono i sindacati.

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“Nonostante l’impegno assunto dalla Orefice Generators di impiegare i lavoratori gia’ in forza alla Jabil – scrivono in una nota congiunta le segreterie casertane di Fiom-Cgil, Fim-Cisl, Uilm e Failm – nessuna attivita’ di produzione di generatori e’ stata dalla stessa mai avviata. Precisamente, al netto di qualche giorno di corso di formazione, ai lavoratori, dalla data di collocazione di inizio della prestazione lavorativa, il 22 giugno 2020, non e’ stato mai consentito di svolgere la programmata attivita’ lavorativa”.

“Tutti i lavoratori interessati, infatti, sono stati unilateralmente posti, prima, in ferie e, poi, in cassa integrazione. Il Ministero per lo Sviluppo Economico ci convochi per risolvere la grave situazione” scrivono i rappresentanti dei lavoratori, che domani saranno in presidio a Napoli davanti a Palazzo Santa Lucia, sede della Regione, per denunciare il comportamento, a loro dire sbagliato e irrispettoso delle istituzioni e dei lavoratori, di multinazionali come Whirlpool e Jabil.


Di Chiara Carlino

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