E’ bastato questo primo week end maggese – parola poco elegante per dire “di maggio” – per riportare Pompei città ai peggiori stereotipi a cui ci aveva abituati prima del Covid.- traffico e caos urbano, da pressione delle auto e dei…pedoni.

Auto e pedoni infatti hanno formato in questo week end una miscela pericolosa – che possiamo definire implosiva più che esplosiva, visti gli effetti – ma comunque dannosa per i cittadini residenti del centro urbano che sommano certamente molte migliaia di abitanti. Essi però hanno la colpa di subire senza proteste da decenni una condizione di invivibilità urbana serale, a partire dalle diciassette del pomeriggio, quando il ripetuto e continuo abbassarsi della sbarre dei passaggi a livello da cui è costellato il centro urbano in misura insopportabile.

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Esso causa i seguenti effetti, che elenchiamo per chiarezza nell’ordine, per i duri di comprendonio.
1) Blocca il traffico passante per il centro urbano e diretto ai paesi Vesuviani o il Nolano, oppure proveniente da questi ultimi e diretto a Pompei o anche verso la costa di Castellammare e Torre Annunziata, rendendolo un anonimo nemico del pedone;
2) Rende l’aria irrespirabile per lo smog causato dalle lunghe code di auto e altri mezzi a motore perennemente acceso in cerca di stalli da parcheggio e obbligati a lunghi giri viziosi obbligati dal Piano Traffico che, in tali condizioni, si inceppa e finisce per servire a una beata mazza, salvo che far smoccolare autisti e pedoni inferociti.

A ciò si aggiunge anche la indisciplina dei pedoni che – giustamente insofferenti per i lunghi mesi di privazioni dovute gialle, arancioni e rosse per il contrasto al Covid, occupano senza eccessivi scrupoli le sedi stradali contribuendo – insieme ai passaggi a livello – a bloccare il traffico, ma mentre lo fanno inalano dosi pericolose di gas di scarico, letali a tempi medio lunghi, ma causa immediata di allergie e riniti.
Poi la nuvola di gas e nanoparticelle di smog si eleva e va ad allietare bronchi e polmini dei piani abitati sulle strade di maggiore pressione veicolare, Via lepanto, Via Anastasio Rossi Via Parroco Federico, Via Carlo Alberto, Via Roma e Via Sacra, dove negli ultimi tempi va a confluire la movida serale che prima impazzava, ma si diluiva meglio, negli spazi della Piazza Bartolo Longo.
Questo scenario – che noi spesso abbiamo evocato da queste colonne, illustrandolo però stavolta con dovizia descrittiva – dovrebbe allertare il Comune per le sue competenze sul traffico e pe rla sanità pubblica, nonché gli Uffici della ASL competente e dell’Arpac regionale.

Al Sindaco – che ha ripreso da poco tempo per i prolungati postumi di un maligno Covid – va il nostro appello affinché il Comune di Pompei eviti che la normalità del Centro Urbano di Pompei sia questa.
Lui lo può fare, accelerando per quanto di sua competenza, la attuazione del Progetto . Esso sarà pure migliorabile, o emendabile in corso dell’opera – ma rimane oggi la unica soluzione a questo sfacelo che è la vivibilità urbana a Pompei.
Nonostante quel che dicono, a ragione o a torto, Comitati e Associazioni più o meno pentastellati o anche esastellati ultras, visti i tempi e gli sviluppi che interessano i 5S locali e nazionali, ormai separati in casa. E anche fuori, tra , e .
Essi facciano pure le loro proposte e le loro proteste, ma ad essi il Comune chieda chi e cosa rappresentano, certamente non le migliaia di cittadini – pare, a loro dire, addirittura cinquemila – che essi dicono di rappresentare, visto che non hanno mai esibito sui loro manifesti gli estremi dei loro atti fondativi, se pubblici.
La trasparenza si chiede, ma si esercita anche.

Federico L.I. Federico



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