COVID. ISS: RT NAZIONALE IN LIEVE AUMENTO A 0,85%. VA IN ROSSO VALLE D’AOSTA
“Nel periodo compreso tra il 7 e il 20 aprile l’Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 0,85, in lieve aumento rispetto alla settimana precedente (quando era a 0,82), però sotto l’uno anche nel limite superiore”. È quanto emerso dall’ultimo monitoraggio sull’andamento dell’epidemia da Covid-19 dell’Istituto superiore di Sanità e del ministero della Salute. “Questa settimana si osserva ancora una diminuzione della incidenza settimanale- si legge nel report- ma sebbene la campagna vaccinale progredisca significativamente, complessivamente, l’incidenza resta elevata e ancora ben lontana da livelli che permetterebbero il contenimento dei nuovi casi”. Si osserva quindi “un miglioramento generale del rischio, con nessuna Regione a rischio alto”. Passa intanto in zona rossa soltanto la Valle D’Aosta, mentre sono in arancione le regioni Basilicata, Calabria, Puglia, Sicilia e Sardegna. Tutte le altre regioni e province autonome sono in area gialla.

VACCINO. FIGLIUOLO: DOPO OVER 65 APRIAMO A TUTTI, PENSIAMO DI FARLO IN SCUOLE
“Apriremo a tutte le classi di età quando avremo messo in sicurezza gli over 65“. Così il commissario Francesco , intervenendo all’inaugurazione del nuovo hub vaccinale di Porta di Roma. “ nelle scuole? Ci pensiamo, come negli anni Settanta”, ha risposto il commissario a chi glielo chiedeva. “Possiamo aumentare ancora i punti vaccinali e dare la possibilità di somministrare ai 730 punti aziendali della grande distribuzione, Figc, Coni, Confindustria e altre aziende- ha proseguito- in modo da vaccinare in fretta le classi produttive, penso al settore turistico alberghiero”. Come prima cosa “dobbiamo mettere in sicurezza coloro i quali possono avere un effetto gravissimo dalla malattia, poi andare in fretta, in modo multiplo e parallelo, a vaccinare coloro che devono far ripartire l’Italia”, ha concluso.

COVID. SIAARTI: HA ACUITO CARENZA ANESTESISTI RIANIMATORI, SERVE ‘RETE DOLORE’
“Già prima del Covid c’era una carenza di anestesisti rianimatori, che con la pandemia si è acuita enormemente”. Sono le parole rilasciate all’agenzia Dire da , coordinatore scientifico del XIX congresso ACD (area culturale dolore e cure palliative) della Società italiana di anestesia, analgesia, rianimazione e terapia intensiva. “Se la pandemia ha avuto un impatto generale sui professionisti l’ha avuta innanzitutto sugli anestesisti rianimatori impegnati in terapie intensive moltiplicate nel loro numero- ha sottolineato- Nonostante tutto, dal punto di vista organizzativo e normativo siamo andati avanti e oggi di fatto esiste una rete dei centri di terapia del dolore SIAARTI”. Nel corso del congresso ACD, intanto, è stato presentato anche il documento ‘La terapia del dolore in Italia’, un censimento realizzato fra gli specialisti di riferimento disciplinare impegnati sulla terapia del dolore. “Questo documento nasce dall’esigenza da parte di SIAARTI di fotografare la situazione dei centri italiani”, ha spiegato Arturo Cuomo, coordinatore del gruppo di studio SIAARTI dolore oncologico e cure palliative, secondo cui è da considerarsi “prioritaria l’applicazione delle reti regionali di terapie del dolore).

ATROFIA MUSCOLARE SPINALE, IN ITALIA OGNI ANNO 40-50 BIMBI NASCONO CON SMA
Considerata la principale causa genetica di morte infantile, l’atrofia muscolare spinale è una rara malattia genetica neuromuscolare causata dalla mancanza di un gene funzionante. In Italia si stima che ogni anno nascano circa 40/50 bambini con la SMA. Se non trattata, la SMA di Tipo 1 determina la morte o la necessità di ventilazione permanente entro i due anni di età in oltre il 90% dei casi. Se n’è discusso nel corso dell’evento online dal titolo ‘Atrofia muscolare spinale: l’innovazione della terapia genica e le sfide dello screening neonatale’, promosso dall’Associazione Famiglie SMA. “La terapia genica per la SMA rappresenta una grandissima innovazione- hanno fatto sapere gli esperti- ma è necessario che venga accompagnata da diffusi programmi di screening neonatale, in modo che la patologia possa essere diagnosticata precocemente e che il trattamento possa essere avviato il più presto possibile per arrestare la perdita irreversibile di motoneuroni”.

FASCICOLO SANITARIO ELETTRONICO, ESPERTI: SERVE RIFORMA URGENTE
Sul fascicolo sanitario elettronico “serve una riforma urgentissima, perché così com’è oggi lo strumento pone molti problemi operativi”, risultando poco utile ai cittadini e al Servizio sanitario nazionale. È l’appello congiunto di SIT, ANORC, CNR-IRPPS e SIAARTI, lanciato nel corso di una conferenza stampa. Società scientifiche e associazioni hanno dunque deciso di unire le forze, perché il fascicolo sanitario elettronico è una delle “chiavi” della telemedicina, che “con un sistema informativo funzionante e dati di qualità- aggiungono gli esperti- può abbattere le ospedalizzazioni, anche nelle terapie intensive, in misura rilevante”



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