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alla conquista della

Da Caserta a Colonia il passo è breve. Il mezzo di trasporto è universale si chiama pizza. La strada è una sola: prende il nome di Maradona. Il casertano spopola in terra germanica dove si è trasferito da venti anni puntando sulla qualità. Quest’ultima si restituisce alla clientela con prodotti sempre freschi, arrivi da terra di Partenope, compresi i friarielli, parola che si può dire solo in napoletano.

Ottavio, , è diventato così – lavorando con costanza e determinazione – una sorta di testimonial del prodotto pizza made in Napoli. Non a caso ha chiamato in questo modo l’ultimo suo locale tedesco. E da quando ha dedicato la sua creazione al “Pibe de oro”, dopo la scomparsa di quest’ultimo, la sua popolarità è esplosa. Al punto tale che anche il secondo canale nazionale della tv lo ha intervistato decretandone di fatto lo status di vip.

Ma Ottavio non si da delle arie. Continua a lavorare come fa da venti anni assicurando alla sua clientela gli stessi standard di qualità di sempre: dall’aglio all’olio, dal pomodoro alla mozzarella di bufala di Battipaglia, pomodorini del Vesuvio, san Marzano, basilico. Tutto rigorosamente fatto pervenire con arrivi bisettimanali da Napoli e dalla Campania. E la creazione dedicata a Maradona prevede un topping di polpette perché i napoletani in gergo calcistico utilizzano la metafora giocosa della carne macinata al sugo per indicare i gol messi a segno contro la squadra avversaria. Tecnica e cuore.

Un cocktail vincente che ha permesso allo chef di farsi apprezzare per la pizza, ma anche per tutti gli altri prodotti della sua manodopera. Pizze fritte, pastiere e “casatielli” realizzati per la recente Pasqua. E tanti altri manufatti ottenuti tenendo sempre presente la qualità. Perché la pizza quella made in Napoli, grazie a chef Ottavio, abita anche a .



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