Il futuro di Città della Scienza e di Bagnoli passa nuovamente per una cabina di regia, come annuncia il ministro per il Sud, Mara Carfagna.


Il waterfront da ridisegnare, una nuova collocazione per il Museo della Scienza, il concorso di idee da concludere entro il 30 marzo e 70 milioni di euro da spendere.
Il ministro della Cultura, Dario Franceschini, invita alla collaborazione istituzionale proprio nel giorno dell’ottavo anniversario dell’incendio che distrusse lo Science Center di Città della Scienza. “Dobbiamo lavorare per far diventare Bagnoli un grande progetto – dice De Luca – uno dei progetti chiave che la Campania possa proporre al governo per il Recovery plan. Mi muoverei in questa direzione per la ricostruzione, legandola a un programma di investimenti europei. Per concretizzazione ci vogliono progetti e contenuti, altrimenti le risorse rimarranno sulla carta”.
E mentre il ministro Carfagna parla di Città della Scienza come possibile “cattedrale nel deserto”, mentre lo stesso De Luca avverte che “per Bagnoli dovrebbe esserci un grande progetto integrato, cosa che non c’è ancora oggi”, l’amministratore delegato di Invitalia, Domenico Arcuri, difende il lavoro fatto finora. “Ritenere che a Bagnoli non stia succedendo nulla – sottolinea – non solo non è vero, ma va anche messo sull’asse del tempo quanto era possibile che accadesse qualcosa da luglio 2019, fino a quando cioè l’area di Bagnoli era sequestrata”.
“Il progetto per la nuova Bagnoli c’è gia’ – aggiunge, rispondendo a De Luca – ed è contenuto nel Praru, documento formale che prevede funzioni d’uso, tempi, risorse e attività da svolgere e disegna la nuova vocazione sia urbanistica che funzionale dell’area.
Poi, nella vita, l’ottimo è nemico del bene e si può sempre ricercarlo; ma certamente ritenere che si debba ancora pensare a cosa fare di Bagnoli contrasta con i contenuti e con lo stato giuridico del Praru approvato alcune unità temporali fa”.
Sullo stato dell’arte interviene il commissario straordinario per il Sin di Bagnoli, Francesco Floro Flores, sottolineando come sia in corso la bonifica dall’amianto e che per questa proprio in questi giorni si sta realizzando un capannone per fare i lavori sul posto e in totale sicurezza. “Le bonifiche si stanno facendo tutte con una certa accelerazione e velocita’ – spiega – da qui a qualche settimana poi contiamo di chiudere la conferenza dei servizi per la progettazione della bonifica della Fondiaria. Questa fase prevede anche la bonifica di quel pezzetto di area su cui dovrebbe insediarsi la nuova Città della Scienza. L’area retrostante l’attuale posizione”.
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