Con il ritorno in Italia dei primi sette, si avvia a conclusione la vicenda dei italiani bloccati in dalla fine dello scorso mese di giugno a bordo di due navi per una intricata disputa internazionale.

A Procida, da settimane in festa per la nomina a Capitale Italiana della Cultura per il 2022, e’ grande l’emozione per il ritorno di Tommaso Scotto di Perrotolo, lontano dalla sua isola da ben 14 mesi ed accolto al suo arrivo a Marina Grande dal sindaco Dino Ambrosino. “Ora – il bentornato del sindaco – goditi la famiglia e la tua isola. Dopo un anno e due mesi di navigazione adesso potrai concederti un po’ di relax, con la pesca e l’orto” I 13 connazionali (tra cui di Monte di Procida, Vico Equense, Napoli e Sant’Agnello) erano imbarcati sulla Antonella Lembo e la MBA Giovanni, due navi da carico di proprieta’ di una compagnia di navigazione napoletana che trasportavano materiale ferroso caricato in Australia e destinato alle industrie cinesi.

I Marittimi erano a bordo gia’ da diversi mesi ma a causa dell’insorgere della pandemia non e’ stato possibile l’avvicendamento in altri paesi dell’Estremo Oriente e la guerra commerciale in atto da diversi anni tra e Australia ha impedito lo sbarco delle oltre 91mila tonnellate di materiale ferroso caricato nelle stive della due navi; altre opzioni come il cambio del porto di destinazione oppure il ritorno in Australia si sono rivelate non attuabili per il rilevante danno economico che sarebbe ricaduto sugli armatori.

Dopo il lungo stallo, all’inizio di dicembre i sindaci dei comuni di appartenenza dei 13 uomini di mare inviarono un appello all’ex premier Giuseppe Conte chiedendo il suo intervento per risolvere la questione; da quel momento, con il supporto del ministero degli Esteri e’ iniziato un fitto lavoro diplomatico che ha portato allo sbarco dell’equipaggio della Antonella Lembo nei giorni scorsi e a quello della MBA Giovanni posticipato a fra due settimane a causa del ritardo dell’arrivo del nuovo equipaggio e della concomitanza del capodanno cinese che ha rallentato le operazioni burocratiche. E proprio ai colleghi ancora in Scotto di Perrotolo ha voluto rivolgere un saluto: “Sono felice e frastornato da tutto questo, finalmente potro’ riabbracciare la mia famiglia: pensate che in questi mesi lontano da casa mi e’ nata una nipotina che appena mi ha visto e’ scoppiata a piangere perche’ non mi conosce ancora.

Mi spiace tanto per i ragazzi della MBA Giovanni che dovranno restare ancora 15 giorni lontano da casa, a loro va il mio saluto affettuoso. Mi spiace molto anche per i nostri colleghi filippini che restano a bordo poiche’ non e’ stata ancora trovata una strada soluzione diplomatica che ne permetta lo sbarco ed il ritorno a casa”.




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