“Avete scelto una brutta strada… Rispettate chi questa maglia la ama e vi paga! Curva A”.
E’ il testo dello striscione, firmato ‘Curva A’, esposto oggi in più zone della città (dal Maschio Angioino al Museo nazionale) fino a essere affisso all’esterno dello stadio Diego Armando Maradona. E’ il nuovo segno di protesta dei tifosi contro la squadra, dopo la pesante sconfitta di ieri per 3-1 a Verona. Vi saranno accertamenti da parte della Digos considerando il tono minaccioso.
Dopo la sconfitta del Bentegodi i tifosi sui social si sono scatenati contro Rino Gattuso, attaccandolo duramente con l’hashtag #gattusout. E’ la prima forte contestazione collettiva a un allenatore che ha costruito in questi mesi il suo Napoli, vincendo la Coppa Italia ma perdendo diverse occasioni per riagganciare il treno Champions League, quello che davvero interessa al club e che vogliono anche i tifosi se proprio devono stare a digiuno di scudetti. Gattuso ha ammesso le lacune della squadra dopo la fine del match, sottolineando pero’ anche che il piano della partita di giocare sulle verticalizzazioni si e’ perso dopo mezz’ora.
Un indicatore che la squadra non lo segue fino in fondo o che non riesce a mantenere la concentrazione, un indice pericoloso. Sui social, nuovo stadio vista la chiusura delle tribune e la precarieta’ delle conversazioni al bar, i tifosi hanno gia’ tirato fuori il possibile sostituto di “Ringhio” e moltissimi chiedono il ritorno di Rafa Benitez, l’uomo che apri’ l’epoca del dopo Mazzarri, portando a Napoli Higuain e Callejon ma anche Koulibaly alla seconda stagione, prima di salutare tutti per andare al Real Madrid. Ora Benitez e’ libero dopo un’avventura in Cina e molti lo rivogliono, ma non mancano i tanti che chiedono un ritorno di Maurizio Sarri, nonostante il “tradimento” con la panchina della Juventus. Per ora la posizione di Gattuso sulla panchina del Napoli resta pero’ salda.
Da un ex del Napoli arriva un messaggio di sostegno per Antonio Conte. Rino Gattuso, oggi commissario tecnico della Nazionale, ha voluto difendere l’allenatore salentino dopo le parole amare pronunciate nel post partita di Bologna.
“So che lì c’è un grande allenatore, uno che ha vinto tanto e che sa come muoversi”, ha detto Gattuso. “Ho lavorato a Napoli per 19 mesi: quando si vince è sempre difficile riconfermarsi, ma Antonio ha la forza e la capacità di uscire da questo momento, che poi non è così negativo. Guardando la classifica, sono tutti là”.
Se c’è una partita che ha fatto tremare i polsi e ha tenuto col fiato sospeso fino all'ultimo istante, è questa. L'Italia di Gattuso ha vinto, ma non senza soffrire, in una gara incredibile contro Israele, terminata con un pirotecnico 5-4. È stata una montagna russa di emozioni, con gli Azzurri che hanno dovuto rimontare per due volte e si sono salvati solo in pieno recupero grazie a una prodezza di Sandro Tonali. La gara è iniziata in salita. L’approccio tattico, con un 4-3-3 fin troppo sbilanciato, ha messo in evidenza le fragilità difensive dell'Italia. Ne ha approfittato Israele al 16', quando un’ingenua deviazione di Locatelli ha portato al primo, inatteso, svantaggio. Ma l’Italia ha reagito con orgoglio. Dopo una traversa di Locatelli, è arrivato il pareggio, con un lampo di genio di Moise Kean in combinazione con Retegui. Sembrava il momento della svolta, ma il secondo tempo è ricominciato con un altro colpo a freddo: il bellissimo gol di Dor Peretz, che ha riportato avanti Israele. La partita si è infiammata a quel punto, con l’Italia che ha ribattuto colpo su colpo. Ancora Kean, con la sua doppietta, ha ristabilito la parità. Poi, la squadra di Gattuso ha trovato il sorpasso con Politano, e il quarto gol, che sembrava chiudere definitivamente i giochi, è arrivato grazie a una splendida azione tra Frattesi e il "folletto" Raspadori. Sembrava finita, ma la difesa italiana ha continuato a mostrare incredibili amnesie. Un autogol di Bastoni ha riaperto i giochi, e poco dopo, un'altra distrazione ha permesso a Dor Peretz di firmare un clamoroso pareggio, il 4-4, che ha gelato il sangue a tutti i tifosi. Quando la tragedia sportiva sembrava inevitabile, a salvare la barca che affondava è stato Sandro Tonali. Con il cronometro che segnava il recupero, un tiro-cross improvviso si è trasformato nella rete del definitivo 5-4. Un sospiro di sollievo che ha permesso all'Italia di conquistare tre punti pesantissimi, mantenendo viva la speranza di qualificarsi per il prossimo turno. Ora gli Azzurri si trovano a -3 dalla Norvegia e si preparano per le prossime sfide decisive: la trasferta in Estonia e il ritorno contro Israele, questa volta a Udine. Con una certezza: vincere non è mai stato così elettrizzante.
Rino Gattuso comincia la sua avventura da commissario tecnico dell’Italia con la solita franchezza. Dal ritiro di Coverciano, dove la nazionale si prepara agli impegni di qualificazione al Mondiale 2026 contro Estonia e Israele, il ct non ha eluso la domanda più delicata, legata al contesto geopolitico.
“Sono un uomo di pace, mi fa male al cuore vedere civili e bambini colpiti. Spero che si arrivi presto a una soluzione di pace, non solo in Israele. Ma Israele è nel nostro girone e ci dobbiamo giocare la partita”, ha detto con fermezza, aggiungendo che anche la Figc è impegnata a garantire la massima sicurezza per la sfida di Udine.
REDAZIONE






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