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Cronaca Giudiziaria

La Cassazione annulla di nuovo l’ergastolo al boss Marco Di Lauro per l’omicidio dell’innocente Romanò

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La Cassazione annulla di nuovo l’ergastolo al boss Marco Di Lauro per l’omicidio dell’innocente Romanò.

La Corte di Cassazione ha cancellato per la seconda volta una condanna all’ergastolo per il boss del quartiere di Napoli di Secondigliano, Marco Di Lauro, come mandante dell’omicidio nel quale perse la vita Attilio Romanò, morto per errore il 25 gennaio del 2005 nella prima faida di Scampia. Il processo approda per la terza volta in Corte d’Appello. A entrare nel negozio di telefonia in cui lavorava Romano’ fu Mario Buono, detto “topolino”, che fece fuoco contro il giovane estraneo alle logiche della camorra.

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Il reale obiettivo dei killer era, in realta’, Salvatore Luise, nipote del boss del clan degli scissionisti Rosario Pariante. Gia’ nel 2005, la Cassazione, ha annullato la sentenza d’appello, rinviando a un nuovo collegio della Corte di Assise di Appello di Napoli per rifare il processo di secondo grado che l’11 novembre del 2019 confermo’ il “fine pena mai” per Di Lauro.


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Benevento e Provincia

Abusi sessuali su nipote minorenne: arrestato 60enne in provincia di Benevento

Con l’accusa di aver abusato della nipote minore è stato arrestato un 60enne della provincia di Benevento.

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Abusi sessuali su nipote minorenne: arrestato 60enne in provincia di Benevento

Con l’accusa di aver abusato della nipote minore è stato arrestato un 60enne della provincia di Benevento. Gli agenti della Squadra mobile della Questura sannita, coordinati dai magistrati della locale procura, hanno eseguito l’ordinanza di custodia cautelare in carcere per violenza sessuale pluriaggravata in danno della giovane, minore di 16 anni. Le indagini hanno consentito di accertare che, da giugno 2016 a novembre 2018, l’indagato avrebbe fatto sottoposto la ragazzina a una serie di abusi sessuali.

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Ad avvalorare il compendio probatorio i racconti della madre della minore e di altre persone informate sui fatti, il tutto riscontrato dall’esito dell’incidente probatorio del febbraio scorso. In seguito alle violenze subite nella giovane vittima si è sviluppata una sindrome da stress post traumatico che l’aveva portata ad avere incubi notturni e crisi respiratorie, arrivando ad autoinfliggersi lesioni corporali procurandosi una serie di ferite, disturbo accertato in sede di indagini preliminari da un consulente tecnico nominato dal pm.

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