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Cronaca Napoli

Donna ferita a Mugnano: è stata una scheggia e non un proiettile

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Donna ferita a Mugnano: è stata una scheggia e non un proiettile.

E’ stata ferita alla testa, durante i festeggiamenti di San Silvestro, da un corpo metallico che le si e’ conficcato tra fronte e naso: in un primo momento si era pensato a un proiettile vagante, ma i successivi accertamenti fanno pensare piuttosto a una scheggia, frutto dell’ esplosione di un botto. La donna di 52 anni, ferita a Mugnano, e’ stata prima medicata all’ospedale di Giugliano e poi trasferita al Cardarelli.

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Dalla radiografia emerge che la scheggia conficcatasi nel naso e’ lunga 17 millimetri, dimensione eccessiva per un colpo d’arma da fuoco: comunque avrebbe potuto provocare conseguenze molto gravi se fosse penetrata in un altro punto della testa. La donna, secondo quanto ricostruito dai carabinieri della locale stazione, e’ stata raggiunta dalla scheggia mentre si trovava in strada per depositare la spazzatura. Il corpo metallico verra’ successivamente estratto con un intervento chirurgico.


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Cronaca Napoli

Napoli, ospedale del Mare dissequestrata l’area della voragine

Dieci giorni di tempo per realizzare i lavori necessari per ripristinare l’acqua e l’aria calda ai reparti dell’ospedale

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Napoli, ospedale del Mare dissequestrata l’area della voragine. Presto si potrebbe tornare alla normalità.

La Procura di Napoli ha notificato all’Asl Napoli1 il dissequestro temporaneo dell’area interessata dalla voragine all’Ospedale del Mare di Napoli. L’Asl dal momento del dissequestro avra’ dieci giorni di tempo per realizzare i lavori necessari per ripristinare l’acqua e l’aria calda ai reparti dell’ospedale, poi l’area verra’ nuovamente posta sotto sequestro. L’Asl gia’ oggi effettuera’ una riunione operativa per realizzare rapidamente le riparazioni necessarie.

“Mi rendo conto dei disagi per pazienti e sanitari, stiamo cercando di tamponare in ogni modo fino a che non verra’ dissequestrata l’area del parcheggio. Ma certo non possiamo chiudere un ospedale di frontiera, di emergenza”. E’ chiara Mariella Corvino, direttrice sanitaria dell’Ospedale del Mare che e’ in piena emergenza da otto giorni dopo l’implosione che ha creato una voragine nel parcheggio e, soprattutto, ha mandato in tilt i sistemi di riscaldamento e acqua calda.

Intanto si procede tamponando un’emergenza aggravatasi da ieri per l’ondata di freddo polare, con un forte stress per i pazientima anche per medici e infermieri, gia’ sotto pressione da un anno per il covid19. “Per ora abbiamo dimesso 30 pazienti – spiega Corvino – che erano in condizioni di andare a casa in sicurezza e siamo in contatto con loro per verificarne le condizioni. In ospedale abbiamo pero’ ancora 220 pazienti che non possono essere dimessi; tra loro c’e’ anche qualcuno che ha rifiutato il trasferimento, dicendo di sentirsi sicuro qui e di voler restare”. Corvino smentisce pero’ le accuse dei sindacati, che ieri denunciavano i casi di degenti lavati con acqua gelata: “Non torturiamo nessuno – spiega – l’acqua viene scaldata con dei fornetti. Il disagio c’e’, interessa tutti i reparti ma cerchiamo soluzioni temporanee. Abbiamo comprato i termoventilatori per scaldare i reparti anche se dobbiamo usarli con prudenza per la forte portata elettrica, sono arrivate le termocoperte in particolare per la rianimazione, abbiamo reso piu’ intensa la sorveglianza notturna per verificare che i pazienti siano a loro agio. Ce la mettiamo tutta, malgrado lo stress di un anno difficile per il covid”.

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Intanto, mentre i periti della Procura verificano la voragine apertasi all’alba dell’8 gennaio, dopo giorni di piogge torrenziali, l’Ospedale ha attivato i controlli tecnici sul resto della struttura: “Abbiamo avuto rassicurazioni -. spiega Corvino – sulla sicurezza di tutta l’area e dell’edificio”.

 

 

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