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Attualità

L’Iss, 20 regioni ad alto rischio progressione dell’epidemia: la Campania è terza

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Venti Regioni sono classificate a rischio alto e una a rischio moderato con una probabilita’ elevata di progredire a rischio alto nel prossimo mese, “configurando di fatto su tutto il territorio nazionale un rischio elevato di epidemia”. Lo evidenzia il monitoraggio settimanale Iss-ministero della Salute.

 

Ecco gli indici di trasmissione del (Rt) di ciascuna regione a 14 giorni (prima colonna) e la stima di Rt puntuale che determina lo scenario. In entrambi i parametri la regione che risulta avere l’Rt piu’ alto e’ la con 1.8

. Di seguito nel dettaglio: Abruzzo 1.35 (1.34) Basilicata 1.63 (1.64) Calabria 1.3 (1.38) Campania 1.58(1.62) Emilia Romagna 1.4(1.4) Friuli V.G. 1.47(1.42) Lazio 1.04(1.04) Liguria 1.2(1.1) Lombardia 1.61(1.46) Marche 1.35(1.55) Molise 1.32(1.31) Piemonte 1.37(1.31) Pa Bolzano 1.55(1.59) Pa Trento 1.32(1.3) Puglia 1.45(1.44) Sardegna 1 (1) Sicilia 1.18(1.13) 1.81(1.8) Umbria 1.43(1.43) Valle d’Aosta 1.5(1.74) Veneto1.29(1.26)

Nel periodo 22 ottobre – 4 novembre 2020, l’Rt calcolato sui casi sintomatici e’ pari a 1,43 (95 per cento CI: 1,08 – 1,81). Si riscontrano valori medi di Rt superiori a 1,25 nella maggior parte delle Regioni/Pa italiane e superiori a 1 in tutte le Regioni/Pa. E’ quanto emerge dal monitoraggio del ministero della Salute e dell’Istituto Superiore di Sanita’ sulla situazione epidemiologica.

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Calcio

Maradona, omaggio della Serie A: lutto e video sui campi

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 maradona serie A

La Serie A in blocco rendera’ omaggio a Diego Armando Maradona. Il week end di campionato, per la nona giornata, sara’ interamente dedicato al campione argentino scomparso.

Le squadre scenderanno in campo con una fascia nera al braccio sinistro e sara’ effettuato prima del calcio d’inizio di ogni partita un minuto di silenzio durante il quale saranno proiettate immagini di Maradona e sugli spalti vuoti sara’ proiettato il messaggio “Ciao Diego”. L’immagine sara’ proiettata anche al 10′, per rendere omaggio alla sua maglia, che il Napoli ha ritirato.

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Calcio

Maradona, l’Osservatore Romano: ‘Non era uno sportivo, era un genio’

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maradona osservatore romano

‘Riflessioni sul genio’. Si intitola così il lungo editoriale di Andrea Monda, direttore dell’Osservatore Romano, dedicato a Maradona. “Era grasso. Un calciatore grasso, un ossimoro vivente. La sua forma fisica il più delle volte non era ‘a posto’, una contraddizione stridente per uno sportivo, soprattutto in questi ultimi anni in cui il calcio si è trasformato sempre più in uno sport ‘muscolare’, quasi un videogioco, ma Diego Armando non era uno sportivo, era un genio. Un genio è sempre fuori forma, fuori posto, perché spinge più in là l’orizzonte delle possibilità, allarga il perimento della disciplina che pratica”, inizia il foglio d’Oltretevere. “In realtà il genio non pratica ma incarna, vive, in una parola gioca – continua – Lo espresse bene John McEnroe quando parlando della differenza tra lui e Ivan Lendl disse: ‘I play tennis, he works tennis’. Maradona giocava a calcio, anzi ‘a pallone’. Gira in rete un video in bianco e nero che lo ritrae in un malmesso campo di terra, con un pallone malconcio che palleggia, deve avere 12-13 anni, e chi lo ha pubblicato ha (genialmente) messo in sovra-impressione la frase definitiva di Borges: ‘Ogni volta che un bambino prende a calci qualcosa per strada lì ricomincia la storia del calcio’. È la poesia del ‘pallone di stracci’ tanto cara a Papa Francesco. Maradona ha fatto la storia del calcio rimanendo quel ragazzino che palleggia, per citare Stevenson sull’arte, ‘con la serietà con cui gioca un bambino’. Niente di più serio del gioco; il gioco è il contrario dello scherzo. L’artista geniale sa giocare, perché si mette in gioco e mette tutto se stesso in quel giocare-giocarsi. Chi lo ammira, chi ammira un dribbling di Maradona o una volée di McEnroe parla infatti di semplicità, di naturalezza perché ‘lo scultore pensa in marmo’ come sottolineava Oscar Wilde. Tutto viene naturale al genio, quasi senza fatica. E con questa scioltezza, a volte quasi irritante, il genio compie lo strano miracolo di tenere insieme due spinte opposte: risalire alla sorgente di una disciplina artistica, riscoprendone l’essenza, e allargarla, forzarla verso nuove frontiere. È creativo perché è come se tornasse alla dimensione della creazione, a quella condizione delle origini e riporta tutto a ‘come doveva essere’. È come quando due giovani si innamorano e uno dice all’altra: è come se ti conoscessi da sempre. L’originario e il nuovo si toccano nel gesto creativo del genio”.

“Il genio di una particolare ‘arte’ (può essere lo sport come la musica, la filosofia come il governo della Chiesa, la teologia come la matematica o la politica…) – aggiunge – con il suo gesto realizza sempre una cosa nuova che però è al tempo stesso la realizzazione piena dell’antica promessa insita in quell’arte. Fedeltà e tradimento paradossalmente coincidono nel gesto artistico dei grandi geni. Abbiamo citato McEnroe nel tennis, ma pensiamo ad Alì nella boxe o a Dylan nella musica: essi ‘tradiscono’ ma proprio così realizzano in pieno la loro arte.

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