“Signor Diego Armando Maradona, mi chiamo Vincenzo Salemme e faccio l’attore. Non ho avuto la fortuna di conoscerla personalmente ma appena ho sentito la notizia della sua morte ho provato un dolore profondo, come quelli che si provano quando si perde un affetto molto caro”.
Inizia così il saluto che Vincenzo Salemme affida al suo profilo Instagram per salutare il suo idolo Diego Armando Maradona.
“Le sto dando il lei per rispetto, per la stima che le porto e perché vorrei provare a dire qualcosa su di lei come persona e non come calciatore che pure ho amato alla follia tanto da diventare tifoso del Napoli grazie a lei – prosegue l’attore e regista di Bacoli – e di lei voglio ricordare le lacrime quando venne indegnamente fischiato l’inno della sua nazionale e del suo paese. Di lei voglio ricordare la lealtà verso i compagni di squadra. Di lei voglio ricordare la capacità di riconoscere i propri errori. Di lei voglio ricordare gli inganni della tentazione nei quali è caduto e per quegli inganni credo che molti debbano chiedere perdono. Di lei voglio ricordare la generosità con la quale si mostrava al mondo, la mancanza totale di schemi, l’innocenza del suo genio e persino il declino del suo splendido fisico”.
“Di lei voglio ricordare la frase regalata al grande Kusturica: ‘Emir, te lo immagini che calciatore sarei stato senza la cocaina?’ – scrive ancora Salemme – ebbene, signor Diego Armando Maradona, sappia, almeno da parte mia, che quella orribile droga che regala illusioni e onnipotenza, non è riuscita a scalfire il suo genio. E, per conto mio, non ha nemmeno annebbiato la sua enorme, gigantesca e dolorosa sensibilità. Per tutto quello che ha sofferto – conclude la lettera – a nome di tutti i ‘normali’ del mondo, io le chiedo perdono e la ricorderò per sempre con tutto il cuore”.
De Laurentiis: “Calcio in mano ai signorotti, così si distrugge. Nazionali, tv e calendari: serve rivoluzione”
Aurelio De Laurentiis alza il velo su un calcio italiano che definisce “medievale”, denunciando meccanismi di potere che soffocano la modernizzazione e mettono a rischio i club e i tifosi, mentre invoca una rivoluzione che restituisca ai club il potere decisionale sui propri giocatori e riformi. Non è un semplice sfogo, ma un j’accuse a…
Maradona, l’ex moglie e le figlie in aula: “Diffamate da accuse infondate dell’ex manager”
A Roma, nell’aula del processo che vede imputato l’ex manager Stefano Ceci per diffamazione aggravata, si è consumato un nuovo capitolo della lunga e dolorosa vicenda che continua a orbitare attorno al nome di Diego Armando Maradona. L’ex moglie del campione, Claudia Villafañe, e le figlie Dalma e Giannina hanno raccontato al giudice il peso delle parole pronunciate da Ceci nell’intervista del 30 ottobre 2021, rilasciata nel pieno delle controversie sui diritti d’immagine del Pibe de Oro.
Secondo le tre donne, quelle frasi non sono solo inesatte, ma dannose, “terribili”, capaci di riaprire ferite che non hanno mai smesso di sanguinare. Villafañe, assistita dall’avvocato Francesco Caroleo Grimaldi, ha spiegato come ogni affermazione che la riguardi venga immediatamente rilanciata in tutto il mondo, amplificando la sofferenza e gettando ombre sul ruolo della famiglia nella vita del campione. Ha respinto con decisione l’idea di aver sottratto cimeli appartenuti a Maradona, ricordando che, dopo la separazione, quegli oggetti rimasero nella sua abitazione e che un giudice argentino li riconobbe come propri.
REDAZIONE






Scegli il canale social su cui vuoi iscriverti