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Cultura

‘Denise e la collana magica’, il debutto letterario di Maria Loredana Voicu

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denise libro voicu


Maria Loredana Voicu dedica il suo debutto letterario a sua figlia Denise, protagonista del libro.
Edito da Lfa Publisher, “Denise e la collana magica” (106 pagg., 14 euro)

 

Pubblicando il suo primo lavoro fantasy romance, la giovane scrittrice emergente ha realizzato quel sogno che teneva custodito nel cassetto fin dall’adolescenza.

Di origine romena Maria Loredana Voicu vive in Italia da dieci anni e precisamente a Frigento, in Irpinia.
“Come tutti gli adolescenti, anch’io avevo il mio sogno nel cassetto: scrivere. Ma poi ho pensato: ‘chi voglio prendere in giro? Nessuno vorrà mai leggere o comprare il mio libro’.

Essere stranieri condiziona la situazione perché all’inizio tutti ci guardano con occhi diversi, però poi una volta che ci conoscono meglio, questa ‘diversità’ passa. Così, nonostante le mie perplessità iniziali, ho deciso he niente doveva più influenzarmi e se il mio sogno era la scrittura, dovevo portarlo alla fine.
Cominciai così a leggere tutto quello che mi avrebbe aiutata ad ampliare la mia conoscenza linguistica e alla fine ho trovato quella giusta ispirazione grazie a mia figlia Denise.
A lei dedico tutto il mio lavoro perché in parte è a per lei se ho ritrovato la speranza e mi sono decisa a metermi alla prova, ripetendomi ‘perché non provarci? La vita è una sola e una vita senza sogni è una vita vissuta a metà.”

la giovanissima scrittrice in questo suo primo libro ha voluto creare un mondo magico dove tutto può accadere, immaginando la protagonista Denise da grande.

“Il libro è di genere fantasy romance pubblicato da LFA Publisher, una casa editrice di Napoli a cui io sono molto grata per avermi aiutato a realizzare un sogno.”

Il libro, tradotto anche in lingua romena, può essere ordinato in tutte le librerie e gli store online.

Il libro 
Denise è una ragazza semplice che sogna ad occhi aperti come tutti i ragazzi della sua età. Il suo desiderio più grande è di metter su una band tutta sua insieme alla sua migliore amica Alice.
Tutto ha inizio il giorno del suo compleanno quando acquista un rete una collana dai poteri straordinari. Denise entra subito in sintonia con la collana; il legame tra lei e l’oggetto dai poteri straordinari diventa dopo giorno sempre più forte, saldo ed empatico tanto da avere delle visioni di un mondo mai visto prima d’allora: Atros.
Al tocco magico del bellissimo gioiello si ritrova in questo mondo fantastico, popolato da straordinarie creature. Qui scoprirà le sue origini e quale sarà il suo compito… incontrerà nuovi amici che l’aiuteranno ad affrontare al meglio le tante avventure che le si presenteranno lungo il suo viaggio.
Atros è la versione magica della Terra, un mondo perfetto le cui città principali – La città d’Estate, d’Autunno, di Primavera, d’Inverno ed infine degli Elfi e delle Fate -, racchiudono la sua bellezza e la sua unicità. Sarebbe perfetto se non fosse per Caleb, lo stregone malvagio che, con l’aiuto del suo servitore Colben, vuole acquisire molta più magia per diventare il più potente mago di tutti i tempi e conquistare così Atros.
L’arrivo di Denise sconvolgerà i suoi piani: ma Denise con i suoi nuovi amici sarà in grado di affrontare tutte le peripezie?
In tutto questo nascerà anche l’amore ma basterà questo a dare la forza necessaria ad ognuno di loro per essere forti e salvare Atros dalle tenebre?

Secondo l’autrice “Leggere ‘Denise e la collana magica’ farà riflettere sull’amore, sui rapporti d’amicizia, sulle scelte che a volte si devono prendere per poter andare avanti.”.

 

denise e la collana magica

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Cultura

Una rara lettera autografa di Giacomo Leopardi alla Biblioteca Nazionale di Napoli

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leopardi lettera autografa

Una rara lettera scritta da Giacomo Leopardi al Conte Carlo Emanuele Muzzarelli, entra a far parte da oggi del prezioso fondo Leopardiano conservato dalla Biblioteca Nazionale di Napoli.
L’acquisto all’asta di Finarte il 18 novembre scorso.

Una lettera autografa di Giacomo Leopardi indirizzate all’ amico e letterato, il Conte Carlo Emanuele Muzzarelli va ad arricchire il prezioso fondo Leopardiano conservato dalla Biblioteca Nazionale di Napoli.

“La Biblioteca nonostante la chiusura forzata dovuta alle disposizioni governative di contenimento della pandemia da Covid, – dichiara il direttore , Gabriele Capone – non ha interrotto la sua costante ed intensa azione di tutela della memoria del grande poeta e la costante attività divalorizzazione del fondo con la ricerca di altre testimonianze leopardiane nelle mani di privati. “

La Biblioteca Nazionale di Napoli si è , infatti, aggiudicata , all’asta della FINARTE di Libri, Autografi e Stampe, dello scorso mercoledì 18 novembre, una rara lettera di Giacomo Leopardi scritta da Bologna il 18 dicembre 1825 e indirizzata all’amico, il Conte Carlo Emanuele Muzzarelli, personaggio di riferimento dello scenario culturale romano.

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“A Napoli è conservata – spiega Capone – la quasi totalità del corpus delle opere letterarie, filosofiche e saggistiche leopardiane, ed anche oltre l’ 80% delle corrispondenze inviate da parenti ed amici allo stesso Leopardi, l’impegno della Biblioteca, pertanto, è da tempo rivolto ad incrementare il nucleo di lettere scritte dallo stesso leopardi a letterati ed amici per svelarne quegli aspetti artistici , poetici e personali legati anche a specifiche tappe di luoghi e momenti storici”

“Si tratta di un documento autografo – precisa il direttore Capone – di particolare interesse bibliografico e storico, di cui si trovano riferimenti in letteratura; più volte citato negli epistolari e repertori, si rivela utile ad una maggiore comprensione della personalità del poeta. La lettera ci presenta un comportamento di Giacomo Leopardi diverso dall’abituale, sempre schivo e riservato; nella missiva, infatti, il poeta, testimonia l’apprezzamento per i versi scritti in suo onore dal conte Muzzarelli, accogliendo compiaciuto di farli pubblicare.”

La missiva firmata da Giacomo Leopardi, infatti, riporta : “… Approfittando della licenza che mi avete concesso, ho fatto stampare qui le vostre belle quartine in un foglio periodico di cui vi mando una copia. Se desidera qualche altra copia, vedrei di poterti servire …”

L’ode composta in onore di Giacomo Leopardi, sarà pubblicata, infatti, su “Notizie teatrali bibliografiche e urbane o Il Caffè di Petronio”,del 24 novembre, 1825, n°51, p. 203, nei versi il conte Carlo Emanuele Muzzarelli celebra Leopardi per le sue prime Canzoni e soprattutto per quella “All’Italia”, versi che in quel momento a Bologna, infiammavano tutti i liberali.

O tu, che la tua patria in suono ardito

Togliesti all’ozio indegno,

Di un’anima non vile odi l’invito,

Di Te, di Ausonia degno” scrive Muzzarelli, ammirato per il sincero entusiasmo patriottico di Leopardi e per la sua aspirazione al Risorgimento dell’Italia.

Giacomo Leopardi scrive la lettera da Bologna dove ritorna il 29 settembre 1825 per restarvi fino al 3 novembre 1826. Ed a Bologna prende alloggio a pensione presso la famiglia del tenore Aliprandi, in una casa contigua al teatro del Corso. A pochi passi dal suo domicilio abita l’impresario ed editore Pietro Brighenti (1775-1846), direttore del settimanale «Caffè di Petronio».

La Lettera autografa , firmata in 4a pagina, mm 240 x 188, è indirizzata da Bologna al conte Carlo Emanuele Muzzarelli a Roma, e reca la data del 18 dicembre 1825. La lettera con un piccolo strappo al margine bianco superiore, presenta il timbro postale BOLOGNA, con data di arrivo 22 dicembre e vi si distinguono chiaramente tracce del bollo a cera, brunito.

Il conte Carlo Emanuele Muzzarelli, laureato in giurisprudenza e revisore dei conti presso il tribunale della Sacra Rota, è stato una figura di riferimento nel panorama culturale romano, con una costante attività letteraria e culturale; pubblicò versi e soprattutto fece parte di numerose e prestigiose accademie, tra cui l’Arcadia (con il nome Dalindo Efesio), la Tiberina, la Latina (di cui era anche presidente), l’Accademia dei Lincei, l’Accademia di S. Luca e la Pontificia Accademia di Archeologia. Era in corrispondenza con Leopardi, in onore del quale compose l’ode al conte Giacomo Leopardi, pubblicata su “Notizie teatrali bibliografiche e urbane o Il Caffè di Petronio”, I [1825], 51, p. 203, di cui alla presente lettera.

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