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Un problema che si trascina da mesi e che non sembra trovare una soluzione, nonostante i richiami giunti da istituzioni e autorità. L’ultimo caso riguarda Ryanair, nei cui confronti l’associazione Codici ha deciso di avviare una class action.
“Nonostante ci sia un Dpcm che vieta espressamente gli spostamenti tra alcune Regioni – afferma Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – la compagnia aerea si ostina a non voler riconoscere il rimborso del biglietto a chi non può partire. È semplicemente assurdo, oltre che grave. Abbiamo deciso di avviare una class action per tutelare i consumatori, ingiustamente danneggiati”.
“Avevamo chiesto a Ryanair – aggiunge Stefano Gallotta, Responsabile Trasporti e Turismo di Codici – di porre fine a questo comportamento scorretto. Dopo l’intervento dell’Enac, che nelle scorse settimane aveva ribadito l’obbligo di rimborso del biglietto ai passeggeri che non possono usufruire dei voli a causa delle restrizioni anti Covid-19, ci aspettavamo un cambio di rotta da parte della compagnia, che però non c’è stato. Continuiamo a ricevere segnalazioni di consumatori che non possono partire e si vedono negare il rimborso del biglietto. Di fronte a questo abuso e all’indifferenza di Ryanair non ci resta che passare alla linea dura, facendo partire la class action”.
L’iniziativa avviata da Codici ha come obiettivo il rimborso integrale e il congruo risarcimento per i passeggeri costretti a rinunciare al volo acquistato con Ryanair in virtù delle disposizioni in materia di spostamenti previste dall’ultimo Dpcm. Si tratta, quindi, delle prenotazioni con partenze nel periodo tra il 6 novembre ed il 3 dicembre. È possibile partecipare alla class action compilando il modulo disponibile sul sito dell’associazione www.codici.org oppure scrivendo a segreteria.sportello@codici.org o telefonando allo 06.55.71.996.
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