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Cronaca

Botte al padre invalido che le aveva dato ‘solo 50 euro: arrestata 30enne a Portici

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botte al padre invalido


 I carabinieri di Portici, in provincia di Napoli, hanno arrestato una donna di 30 anni per maltrattamenti in famiglia e estorsione.

 

Come già accaduto molte altre volte, la donna aveva richiesto dei soldi ai genitori e, ottenuti 50 euro, ne è nata una violenta lite perché non le sarebbero bastati, arrivando ad aggredire il padre invalido con pugni e schiaffi. Ha anche messo le mani al collo alla madre che – fortunatamente – non si è persa d’animo e ha contattato i carabinieri.

I militari hanno innanzitutto prestato soccorso alla donna che ha avuto necessità delle cure mediche per poi effettuare tutti i dovuti accertamenti. La 30enne è stata così arrestata e dovrà adesso rispondere del reato di maltrattamenti in famiglia e estorsione.


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Cronaca

Sgominata la gang dei furti delle auto di lusso, rubata anche una Maserati alla Riviera di Chiaia: 7 arresti

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gang furti auto di lusso

Sgominata la gang dei furti delle auto di lusso, rubata anche una Maserati alla Riviera di Chiaia: 7 arresti.

Ad esito delle indagini coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli, i Carabinieri della Stazione Carabinieri di Chiaia hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico nei confronti di 7 persone, di cui 1 sottoposto all’obbligo di firma, gravemente indiziate di associazione finalizzata al furto e alla ricettazione di veicoli.
Gli indagati, tutti gravati da precedenti e residenti nell’area Vesuviana, avrebbero commesso, tra aprile e dicembre 2018, una serie innumerevole di furti di auto di lusso tra Napoli e provincia e nel territorio agro-nocerino-sarnese.

Le indagini hanno preso il via proprio a seguito di un furto di un’ auto di grossa cilindrata sulla via Riviera di Chiaia di Napoli. I carabinieri hanno individuato la targa dell’autovettura utilizzata dagli autori del furto, arrivando, ad esito delle indagini a raccogliere gravi elementi sull’esistenza di una vera e propria struttura organizzativa che, con una specifica distribuzione dei ruoli tra gli associati, si occupava di individuare le autovetture da rubare, predisporre tutti i mezzi e gli strumenti necessari ed infine eseguire materialmente i furti.

I reati predatori venivano commessi utilizzando sempre la stessa tecnica, consistente nella preventiva ricerca di una autovettura parcheggiata in strada da trafugare; una volta individuata veniva forzato il meccanismo di accensione del veicolo; infine, l’autovettura rubata guidata da uno dei complici, si allontanava, scortata dagli altri, e veniva ricoverata in capannoni preventivamente individuati. Tra la strumentazione utilizzata per i furti, rinvenuta e sequestrata dai carabinieri: chiavi vergini con cui sostituire le originali, telecomandi, jammer e dissuasori per i sistemi di allarme e di rilevazione GPS.

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