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Attualità

Covid: da Oxford arriva nuovo un test antigenico, risultato in 5 minuti

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record casi covid mondo


Gli scienziati dell’Universita’ di Oxford hanno sviluppato un test rapido per il Covid-19 in grado di identificare il nuovo coronavirus in meno di cinque minuti. Stando a quanto annunciato dai ricercatori, il nuovo test potrebbe essere utilizzato per screening di massa negli aeroporti e nelle aziende. L’universita’ britannica spera di iniziare lo sviluppo delle attrezzature per il test all’inizio del 2021 e di ricevere l’approvazione sei mesi dopo. Il dispositivo e’ in grado di rilevare il nuovo coronavirus e di distinguerlo da altri virus con elevata precisione. “Il nostro metodo rileva rapidamente le particelle virali intatte”, spiega Achilles Kapanidis, autore principale del lavoro, secondo il quale questo strumento di rilevazione del nuovo coronavirus sarebbe “semplice, estremamente rapido ed economico”. I test antigenici rapidi sono considerati la chiave per lanciare test di massa e far ripartire le economie mentre il coronavirus e’ ancora in circolazione, e quelli che sono gia’ in uso sono piu’ veloci ed economici ma meno accurati dei tradizionali tamponi molecolari. Sebbene la piattaforma di Oxford sara’ pronta solo il prossimo anno, i test potrebbero aiutare a gestire la pandemia in tempo per il prossimo inverno. Le autorita’ sanitarie hanno avvertito che il mondo dovra’ convivere con il coronavirus anche se viene sviluppato un vaccino. “Abbiamo dimostrato che il nostro saggio (test) puo’ distinguere in modo affidabile tra diversi virus in campioni clinici, uno sviluppo che offre un vantaggio cruciale nella fase successiva della pandemia”, commenta Nicole Robb della Warwick Medical School, altra autore dello studio.

 

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Astronomia e Scienza

C’è acqua sulla luna,importante scoperta della NASA

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La notizia è di quelle destinate a cambiare il corso dell’umanità : l’acqua sulla Luna apre scenari e ipotesi importanti

La notizia è di quelle davvero importanti per il mondo scientifico e non solo: c’è acqua sulla superficie lunare, e c’è ne davvero tanta.
L’annuncio della NASA, che nei giorni scorsi aveva dato appuntamento per oggi per una notizia realmente emozionante, ha fatto rapidamente il giro del Mondo perchè la notizia è di quelle davvero importanti non solo per il mondo scientifico .


La ricerca della scoperta è stata pubblicata sullì’eminente Nature Astronomy ; le osservazioni della Luna sono state effettuate utilizzando il NASA/DLR Stratospheric Observatory for Infrared Astronomy – chiamato per acronimo SOFIA, che non è altro un Boeing 747SP modificato che permette agli astronomi di studiare il sistema solare (e oltre) in volo a quasi 14km di altitudine, ottenendo dati e osservazioni a infrarossi con un telescopio di 106″ altrimenti non ottenibili da strumentazioni a terra.

Fino ad oggi si supponeva che la Luna potesse nascondere acqua sotto forma di ghiaccio, specie ai poli. Con questa scoperta è praticamente certo grazie alle osservazioni dirette di molecole presenti sulla superficie illuminata.

E nella seconda ricerca,sempre pubblicata oggi su Nature Astronomy, si descrivono le cold traps, aree in ombra dove sono state trovate ingenti tracce d’acqua.
In questo caso le temperature sono inferiori allo zero, dunque si è in un contesto più favorevole al mantenimento del composto sotto forma di ghiaccio. I dati rilevati con il contributo del Lunar Reconnaissance Orbiter della Luna hanno tuttavia lasciato intendere che in queste aree d’ombra l’acqua sia presente in modo decisamente più massiccio rispetto a quanto precedentemente stimato.

Ecco perchè questa scoperta è storica :  per la prima volta viene confermata la presenza di acqua sulla Luna e poi viene scoperto che il prezioso liquido è potenzialmente presente sull’intera superficie, dunque non solo nelle aree fredde non illuminate dal Sole. Dunque ingenti quantità si ipotizza.

La prossima tappa per SOFIA è di cercare  l’acqua in altre aree del satellite e si proverà a capire come questa venga prodotta e immagazzinata, ed eventualmente come si sposti lungo la superficie. L’obiettivo è la creazione di una vera e propria mappa idrica della Luna.

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