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Coronavirus

Coronavirus, San Carlo di Napoli: stop attività fino a 5 novembre

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La Fondazione teatro di ha disposto, in via cautelativa al fine di contenere il rischio di diffusione del Covid-19, la sospensione delle attività artistiche e di palcoscenico fino al prossimo 5 novembre 2020, ma ribadisce l’assenza di qualsiasi focolaio all’interno del Teatro.

“Non c’è nessun focolaio al – afferma il direttore generale Emmanuela Spedaliere – sono solo dieci i casi accertati fino ad ora, di cui due segnalazioni di positività accertata da parte dei nostri dipendenti a seguito delle quali la Fondazione ha attivato immediatamente l’operazione di screening nei settori colpiti. Da questa azione, sono risultati otto lavoratori asintomatici, tutti regolamentare isolati”.

“A seguito del Dpcm del 25 ottobre, che ha sospeso gli spettacoli aperti al pubblico, il sovrintendente ha sospeso le attività di palcoscenico per dieci giorni, il tempo necessario per riorganizzare la programmazione delle prossime settimane. Come da protocollo aziendale – conclude Spedaliere in una nota – tutti i lavoratori, 48 ore prima del rientro, saranno sottoposti a tampone antigenico”.

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Coronavirus

Covid, il campo rom di Scampia dichiarato zona rossa: 95 positivi su 370 tamponi

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Sono 95 i tamponi risultati positivi sui 370 effettuati tra il 25 novembre e il 2 dicembre nel campo rom di Scampia, tra la Circumvallazione esterna e via Cupa Perillo nella zona nord di .

Una percentuale di tamponi positivi sui tamponi processati del 25,68% che ha spinto la Asl 1 Centro a valutare come misure cautelari di prevenzione l’isolamento dei positivi e la quarantena per tutti i residenti nel campo, anche in considerazione “sia delle condizioni di vita sociale della popolazione all’interno del campo, che vede promiscuità tra i nuclei abitativi dei numerosi insediamenti abitative (strutture del tipo prefabbricato), sia della diffusa inosservanza delle basilari regole igienico-sanitarie in materia di Covid-19”.

Tutti i residenti del campo, in pratica, vanno considerati come contatti stretti dei positivi. Nella stessa nota inviata oggi all’Unità di crisi della Regione Campania la Asl evidenzia la necessità della “sorveglianza del campo per evitare ingressi o uscite”.

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