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Terzigno, opificio abusivo sequestrato dai Carabinieri. scarti di lavorazione stoccati senza controllo

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I carabinieri del nucleo investigativo di polizia ambientale, agroalimentare e forestale del gruppo carabinieri forestali di napoli hanno sequestrato a Terzigno un opificio completamente abusivo, al cui interno erano prodotti capi d’abbigliamento.

Denunciato anche per gestione illecita di rifiuti il titolare della fabbrica, un 32enne di origini cinesi. Secondo quanto accertato dai militari un locale di circa 30 mq era stato adibito a deposito di rifiuti: al suo interno 34 sacchi neri di nylon contenenti scarti di lavorazione tessile, stoccati in violazione delle normative ambientali.
Sequestrati lo stabile, le attrezzature per confezionare gli abiti e 75 capi già pronti per essere immessi sul mercato.

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Coronavirus alla Casa di riposo San Giovanni, il dottor Coppola: ‘Situazione sotto controllo’

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Coronavirus alla Casa di riposo San Giovanni, il dottor Coppola: ‘Situazione sotto controllo’.

 

“E’ un’emergenza ben gestita quella relativa alla criticità coronavirus emersa presso la Casa di riposo ‘San Giovanni’ di Saviano  e tempo un mese si avranno risultati tali da ricondurre il tutto alla normalità”. E’ la previsione fatta dal dott. Antonio Coppola, nominato dall’ASL quale Commissario Straordinario della struttura, che il 18 settembre scorso fu allertato dall’unità operativa di prevenzione collettiva (uopc) quale referente aziendale per l’emergenza Covid-19 nelle Rsa e strutture socio sanitarie.

Il dott.Coppola nella fase più critica della pandemia, va ricordato, si distinse per la competenza e la professionalità con cui spense vari focolai del nuovo virus nelle Rsa, tra cui quella di Madonna dell’Arco, con un lavoro assiduo e mirato anche a far acquisire agli operatori una migliore e specifica formazione, con cure appropriate a tal punto da mettere fine dopo breve tempo alla diffusione dei contagi ed a far ritenere tutti guariti.

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Nella Casa di riposo “San Giovanni”, tutto nasce da un ospite portato al pronto soccorso di Nola al quale venne praticato il 17 settembre scorso l’esame sierologico e poi il tampone, risultati positivi al Covid-19. Il giorno seguente sono scattati su disposizione del Commissario Straordinario i tamponi per tutti gli ospiti e operatori, i cui risultati hanno fatto rilevare la presenza di 17 ospiti e 7 operatori positivi.

In accordo con la direzione sono stati isolati tutti gli ospiti positivi su un piano della struttura, predisponendo il trasferimento in ospedale ove necessario, ed è stata avviata la sanificazione dei locali tramite una ditta specializzata. Sono stati reperiti tramite la P.C. 6 operatori socio sanitari e la direzione della struttura ha arruolato altre unità di personale infermieristico, verificando che vi fosse disponibilità di un quantitativo più che sufficiente di Dpi. L’assistenza medica sarà quotidianamente assicurata dai medici di medicina generale del territorio già operanti nella casa di riposo, affiancati dai medici delle Unità Speciali di Continuità Assistenziale (USCA).

“Attualmente resta l’emergenza, non più quasi fuori controllo come nelle prime fasi, ma è un’emergenza gestita ed è gestita anche bene, infatti la maggioranza degli ospiti, anche i positivi, hanno una temperatura al di sotto dei 37,5 gradi con una saturazione di ossigeno nel sangue oltre il 94%. Le criticità maggiori sono state, inizialmente, quelle relative al personale perché 7 operatori della struttura, positivi al Covid-19, sono rimasti a casa in quarantena. Grazie alla direzione strategica dell’ASL Napoli 3 Sud è stata tempestivamente attivata la Protezione Civile regionale che ci ha messo a disposizione, nell’arco di 24 ore ben 6 O.S.S., individuati tra quelli che risposero al bando risalente al lockdown.

Ora sono loro – rivela il dott. Antonio Coppola – a garantire l’assistenza agli anziani che precedentemente mancava ed a seguirli anche nel nuovo approccio terapeutico, che è cambiato rispetto alla prima ondata di pandemia e punta molto su: eparina a basso peso molecolare per fluidificare quanto più possibile il sangue, antibiotico terapia e anti-febbrile. Tutti i nostri ospiti stanno facendo questa terapia e posso dire che già in 3 giorni i risultati si vedono. Spero che nel giro di una ventina di giorni/un mese si riesca a negativizzare la maggior parte degli ospiti anziani, che attualmente si trovano in questa condizione di positività, a procedere alla sanificazione degli ambienti ed a riprendere la normale gestione delle attività della struttura che ha un numero di ospiti molto alto, circa 60; quindi è una struttura abbastanza grande e non semplice da gestire con quella tipologia di pazienti. È stata preziosissima per questa vicenda l’esperienza maturata nella RSA a Madonna dell’Arco di Sant’Anastasia, un’esperienza che ha lasciato il segno, importante nella vita umana, professionale e, per tanti, anche di Fede”.

La Casa di riposo “San Giovanni” può guardare al futuro con maggiore speranza, fermo restando l’invito valido per tutti in questo periodo di rischio ed aumento dei contagi a mantenere il distanziamento, utilizzare la mascherina, curare l’igiene, evitare assembramenti.

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Concorso esterno con i Casalesi: annullata condanna ex senatore Barbato

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La Cassazione cancella la condanna a carico dell’ex senatore Tommaso Barbato. In accoglimento della linea difensiva, sostenuta in questi anni dagli avvocati Francesco Picca e Claudio Botti, la Suprema corte in nottata ha annullato il verdetto della Corte d’Appello di Napoli che, nel 2018, ha ritenuto Barbato colpevole di concorso esterno in associazione mafiosa comminandogli una pena a sei anni di carcere, uno in meno a quanto stabilito in primo grado.

La vicenda riguarda l’affidamento degli appalti in somma urgenza per la rete idrica campana tra il 2006 e il 2010 che, secondo la Dda, favorirono sistematicamente aziende vicine al clan dei Casalesi in virtù di un accordo che i pm sospettavano esserci tra Barbato, all’epoca funzionario in Regione nel settore della gestione dei servizi idrici, e Franco Zagaria (poi deceduto), cognato del boss Michele Zagaria. Deciso l’annullamento, la Suprema corte ha rinviato gli atti alla Corte d’Appello di Napoli, sezione diversa da quella che ha già giudicato Barbato. Nella medesima seduta, la Cassazione ha confermato la condanna per l’imprenditore Pino Fontana, per il carabiniere Alessandro Cerlizzi e per il finanziere Carmine Lauretano.

“Mi sono sempre professato innocente ed e’ stato sancito dalla Cassazione. Finisce un incubo. Non ho mai avuto dubbi che la Suprema Corte avrebbe accolto la tesi difensiva dei miei avvocati, Francesco Picca e Claudio Botti, che ringrazio per il lavoro svolto con impegno e professionalità, annullando quanto sentenziato dalla Corte d’Appello di Napoli che, nel 2018, mi ha ritenuto colpevole di concorso esterno in associazione mafiosa.Resto un uomo delle istituzioni, nonostante il calvario giudiziario subito, per questo ringrazio la magistratura inquirente e quella giudicante per la loro preziosa opera quotidiana a difesa della legalità e dei principi costituzionali.Ringrazio quanti mi sono restati vicini in questi anni difficili, senza mai nutrire dubbi sul mio conto. La mia esperienza mi sollecita ad invitare i cittadini a credere sempre nella giustizia, perché anche se in ritardo arriva”. Lo scrive in una nota l’ex senatore Tommaso Barbato, assolto dalla Cassazione per i reati contestati di concorso esterno in associazione mafiosa

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