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Politica

Scafati, Michele Grimaldi all’attacco: ‘Più che un sindaco un opinionista. Città ferma’

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michele grimaldi


“Hanno combinato un disastro e lo hanno chiamato ”, scrive Michele all’indomani del di .

 

 

Le “Cronache, di parte, del Consiglio comunale dell’8 settembre”, redatte dal capogruppo dei Democratici e Progressisti Michele Grimaldi, fanno il punto su quanto accaduto durante lo svolgimento dei lavori consiliari a Scafati, a cui è mancata la diretta streaming – come invece annunciato nel documento di convocazione – e soprattutto è mancata la Giunta.

 

Grimaldi scrive:
“Per la prima volta nella storia recente della nostra città ieri il Sindaco si è presentato in Aula senza Giunta: azzerata il giorno prima del voto sul bilancio previsionale, e probabilmente nominata nuovamente nei prossimi giorni.
Ma non provate ad obiettare, a parlare di ricatti politici, di indegne giravolte e mercanteggiamenti sulla pelle della città: secondo il nostro Primo cittadino va tutto bene, la Giunta l’ha azzerata come passatempo, ed è l’opposizione che getta fango non capendo l’innovativa modalità di amministrazione creativa messa in campo.
Tra l’altro, in tutto ciò, nonostante il Consiglio comunale fosse convocato in maniera ufficiale in seduta pubblica ed in diretta streaming, i cittadini non hanno potuto vederlo e ascoltarlo: hanno avuto accesso all’aula consiliare solo venti persone, e la diretta streaming è stata magicamente annullata pochi minuti prima dell’inizio della seduta “per colpa” della ditta.

Una coincidenza, sicuramente, ma quando abbiamo chiesto il rinvio della seduta per assicurare la giusta e dovuta pubblicità, il Sindaco si è opposto: evidentemente, è davvero preoccupato del giudizio che i cittadini possono esprimere vedendo e ascoltando ciò che accade nell’aula consiliare.
Tra l’altro (parte seconda), siamo al quinto Consiglio comunale dove non si approva il verbale delle sedute precedenti: ci troviamo dunque dinanzi ad una Amministrazione non trasparente, ma proprio invisibile, nel senso letterale della parola. Un’amministrazione fantasma.

Ma ogni caso, il Consiglio di ieri è iniziato con una nostra interrogazione sull’ACSE e sulla inaudita vergogna dei cumuli di rifiuti che oramai giacciono, quasi fosse normale, ad ogni angolo di strada.
Il Sindaco si è dapprima lamentato della specificità delle nostre domande, magari aspettandosi che i consiglieri di opposizione – anziché chiedergli conto del bilancio della controllata del comune, dei costi, della tariffa TARI troppo alta, del servizio troppo scadente, del personale in sotto-organico – avrebbero potuto porgli quesiti più generici: tipo “che ore sono?”, oppure “come è andata la giornata oggi?”

E poi ha ovviamente evaso i nostri interrogativi cominciando, come al solito, a fare un comizio nemmeno ben riuscito. Inoltre, non è riuscito a spiegare perché nonostante la stampa abbia parlato di nomina su indicazione politica del nuovo Amministratore dell’ACSE – cosa gravissima, in presenza di una manifestazione di interesse e di un bando pubblico – non abbia smentito questa notizia, che fosse vera adombrerebbe più di qualche sospetto di illiceità.

Siamo poi passati a discutere del Bilancio previsionale, che di solito – per quanto argomento tecnico – rappresenta invece l’atto più politico che una Amministrazione è chiamata a produrre: perché disegna seppur da un punto di vista contabile qual è la visione e quali sono gli obiettivi della Giunta su di un periodo di tre anni, e racconta alla città quali sono le ambizioni di governo e di trasformazione che Sindaco e maggioranza vogliono realizzare.
Ieri, invece, non si è trovato nessuno – Sindaco, assessori, consiglieri – che si assumesse la paternità di quell’atto, illustrandone contenuto, premesse e soprattutto gli obiettivi.
Ma non poteva essere altrimenti, dinanzi ad un bilancio che è un fallimento, un disastro da un punto di vista tecnico, amministrativo e politico.

Tecnico, con una proposta di delibera costellata di errori, omissioni, norme non rispettate, numeri ballerini.
Amministrativo, con la Giunta che decide di approvare il bilancio preventivo a settembre (con tutto quello che comporta di negativo per l’Ente, costretto ad operare in dodicesimi) e annuncia un secondo dopo la necessità di modifiche e correzioni successive: con un disavanzo di circa 9 milioni di euro certificato dal Consiglio comunale a luglio, che non è presente nel Bilancio approvato ieri, e che dunque dovrà essere integrato dopo.
Si poteva approvare il bilancio a maggio e produrre immediatamente dopo modifiche, o si poteva approvarlo a settembre già aggiornato.
Hanno scelto come al solito la peggiore delle opzioni possibile, bloccando contabilmente e non solo per mesi la città senza motivo alcuno.

Anche qui, dunque, producendo un esperimento di abbattimento delle barriere logiche temporali, ad esclusivo favore della confusione che regna sovrana a Palazzo Mayer.
Politico, con il Sindaco in evidente imbarazzo nel non avere nulla da dire, da rivendicare, da prospettare. E che ad ogni intervento non entra nel merito delle questioni, ma ripete solo stancamente – tra l’ilarità generale – che ha ereditato una situazione difficile, che scriverà al Prefetto, che i dipendenti sono pochi e che per lui è davvero un grosso sacrifici essere il Primo cittadino. Anche ieri nessun accenno ai problemi e alle possibili soluzioni, dalla questione delle farmacie a quelle delle aree industriali, dal tema del personale a quello delle scuole, da quello del verde e degli spazi pubblici a quello delle politiche sociali.

La città è ferma, le opere pubbliche sono bloccate con gli uffici che non hanno abbastanza RUP nemmeno per farle partire, le strade sono sporche e buie, le famiglie sono esposte in maniera sempre maggiore al rischio di crescente povertà, non esistono luoghi di aggregazione, le giovani generazioni non hanno opportunità di crescita, il Piano Urbanistico Comunale è scomparso, non sanno nemmeno chi è il legale rappresentante di Scafati Sviluppo, ed il Sindaco continua sempre, e solo, ad emettere vaniloqui, parole sul passato, scuse e scusanti, divagazioni filosofiche su se stesso ed il destino cinico e baro.
Più che un Sindaco dunque, un opinionista, che risponde in Consiglio comunale a quello che legge su FB, ma che non parla delle cose fatte e di quelle da fare.

Ad un certo punto, sulla scia di tutto ciò, è intervenuto anche qualche consigliere di maggioranza, di quelli che sulla stampa chiedono svolte, dimissioni e rimpasti, ma che poi in Aula sostengono che va tutto bene. Anche qui, interventi fatti senza entrare nel merito delle questioni, ma addirittura facendo appello alle opposizioni, a collaborare per il bene della città: ma per fare cosa, e in cosa secondo loro consista questo bene, non è dato saperlo.
In ogni caso però, dobbiamo ammetterlo, ieri sera il nostro Sindaco ha avuto anche uno sprazzo di sincerità, dicendo cosa pensa davvero: ha sostenuto che le opposizioni sono state fortunate ad aver perso le elezioni, intendendo come dunque fosse stato sfortunato lui a vincerle.
Confermando, con queste parole, una nostra idea oramai divenuta certezza: con la sua elezione la vera sfortuna è toccata in sorte, purtroppo, alla nostra città.”

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Politica Campania

Regionali: seggi in provincia Caserta, Graziano rischia l’uscita

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Con gli scrutini non ancora conclusi, inizia comunque a delinearsi il quadro dell’assegnazione degli otto seggi riservati alla provincia di Caserta nel parlamentino regionale.

Per il Pd, Gennaro Oliviero e’ attualmente vicino alla riconferma, mentre Stefano Graziano, che lo tallona al secondo posto nella graduatoria delle preferenze, e’ attualmente fuori dal Consiglio regionale, dopo cinque anni trascorsi come elemento di primo piano della maggioranza in assise; Graziano dovra’ attendere la fine della scrutinio per capire se potra’ occupare un eventuale secondo seggio per il Pd. Conferma quasi certa anche per il consigliere uscente Giovanni Zannini, di Mondragone, che si e’ presentato con la lista “De Luca Presidente”, e ha raccolto oltre 20mila preferenze; seconda, con meno della meta’ dei voti raccolti da Zannini, l’assessore regionale al Lavoro Sonia Palmeri.

Anche il partito di Matteo Renzi Italia Viva avra’ probabilmente il suo seggio, con Vincenzo Santangelo. Altri tre seggi dovrebbero scattare, per quanto riguarda l’opposizione, per il Movimento Cinque Stelle, dove sale Salvatore Aversano al posto dell’uscente Vincenzo Viglione, per Fratelli d’Italia e la Lega, rispettivamente con Alfonso Piscitelli e Gianpiero Zinzi, anch’essi consiglieri uscenti. I seggi rimanenti verranno attribuiti con il sistema dei resti.

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Politica Campania

Regionali: Mastella, superati 100mila voti in Campania

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“Abbiamo sfondato il muro dei 100mila voti con Noi Campani-Mastella”.

Lo ha scritto sui social il sindaco di Benevento Clemente Mastella che ha aggiunto: “Grazie. Commosso, ringrazio. In due mesi abbiamo creato il simbolo, trovato i candidati. Abbiamo corso, nonostante le difficolta’, in lungo e in largo per la Campania. Dopo anni di sofferenza: rieccoci. Un grande abbraccio. Vi voglio bene”. Anche nel Sannio per le elezioni regionali vince la coalizione a sostegno del presidente Vincenzo De Luca che in provincia di Benevento ha totalizzato il 64,64 per cento delle preferenze. Segue la coalizione del centrodestra con il candidato Stefano Caldoro che nel Sannio si e’ fermato al 24,01 per cento.

A seguire il Movimento Cinque Stelle con Valeria Ciarambino candidata a Palazzo Santa Lucia che ha ottenuto il 9,23 per cento. Primo partito nel Sannio e’ stato il Pd, a seguire “Noi Campani” di Clemente Mastella, che e’ invece risultato primo partito nella citta’ di Benevento. I candidati piu’ votati sono stati Luigi Abbate di Noi Campani, movimento di Mastella, con 9.903 preferenze; Erasmo Mortaruolo (Pd) con 6.324 voti e il sindaco di Bucciano, Domenico Matera (Fratelli d’Italia) con 6.172 preferenze

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