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Attualità

Roberto Benigni in aula: “Mai compiuti abusi edilizi”

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roberto benigni


in aula: “Mai compiuti abusi edilizi”

“Io sono un amico di vecchia data di Veltroni e mai mi sarei sognato di chiedergli un favore, tanto meno illecito. Quanto dichiarato dall’architetto Nicolino Di Battista al tribunale civile di Roma è una calunnia che deve essere punita con una condanna penale”. Lo ha detto in aula in tribunale, in udienza a porte chiuse, l’attore , sentito insieme con la moglie Nicoletta Braschi, parte offesa, nel processo in cui è imputato per calunnia l’architetto Nicolino Di Battista, al quale nel 2006 la coppia aveva dato l’incarico di svolgere i lavori. I fatti riguardano un abuso edilizio nell’abitazione romana della coppia, a Villa Appia delle Sirene. Nel 2013 l’architetto Di Battista “nell’ambito di un procedimento davanti al tribunale civile di Roma su ricorso della Braschi per l’esecuzione di accertamenti tecnici preventivi sull’immobile di sua proprietà, i cui lavori di ristrutturazione venivano a lui affidati in qualità di architetto, in una memoria incolpava, pur sapendoli innocenti”, la moglie del premio Oscar e “i funzionari comunali Luca Odevaine e Massimo Miglio di avere concorso in condotte illecite idonee ad integrare il reato di abuso edilizio”. “Odevaine e Miglio non sono mai venuti nella villa per il cantiere oggetto di processo – ha detto dal canto suo Braschi sentita come parte offesa – Sono venuti nel 2006, una prima volta per una denuncia di abusivismo fatta da mio marito contro il nostro vicino. E una seconda volta per un muro di confine che minacciava di crollare”

 

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Calcio

Maradona, omaggio della Serie A: lutto e video sui campi

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 maradona serie A

La Serie A in blocco rendera’ omaggio a Diego Armando Maradona. Il week end di campionato, per la nona giornata, sara’ interamente dedicato al campione argentino scomparso.

Le squadre scenderanno in campo con una fascia nera al braccio sinistro e sara’ effettuato prima del calcio d’inizio di ogni partita un minuto di silenzio durante il quale saranno proiettate immagini di Maradona e sugli spalti vuoti sara’ proiettato il messaggio “Ciao Diego”. L’immagine sara’ proiettata anche al 10′, per rendere omaggio alla sua maglia, che il Napoli ha ritirato.

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Calcio

Maradona, l’Osservatore Romano: ‘Non era uno sportivo, era un genio’

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maradona osservatore romano

‘Riflessioni sul genio’. Si intitola così il lungo editoriale di Andrea Monda, direttore dell’Osservatore Romano, dedicato a Maradona. “Era grasso. Un calciatore grasso, un ossimoro vivente. La sua forma fisica il più delle volte non era ‘a posto’, una contraddizione stridente per uno sportivo, soprattutto in questi ultimi anni in cui il calcio si è trasformato sempre più in uno sport ‘muscolare’, quasi un videogioco, ma Diego Armando non era uno sportivo, era un genio. Un genio è sempre fuori forma, fuori posto, perché spinge più in là l’orizzonte delle possibilità, allarga il perimento della disciplina che pratica”, inizia il foglio d’Oltretevere. “In realtà il genio non pratica ma incarna, vive, in una parola gioca – continua – Lo espresse bene John McEnroe quando parlando della differenza tra lui e Ivan Lendl disse: ‘I play tennis, he works tennis’. Maradona giocava a calcio, anzi ‘a pallone’. Gira in rete un video in bianco e nero che lo ritrae in un malmesso campo di terra, con un pallone malconcio che palleggia, deve avere 12-13 anni, e chi lo ha pubblicato ha (genialmente) messo in sovra-impressione la frase definitiva di Borges: ‘Ogni volta che un bambino prende a calci qualcosa per strada lì ricomincia la storia del calcio’. È la poesia del ‘pallone di stracci’ tanto cara a Papa Francesco. Maradona ha fatto la storia del calcio rimanendo quel ragazzino che palleggia, per citare Stevenson sull’arte, ‘con la serietà con cui gioca un bambino’. Niente di più serio del gioco; il gioco è il contrario dello scherzo. L’artista geniale sa giocare, perché si mette in gioco e mette tutto se stesso in quel giocare-giocarsi. Chi lo ammira, chi ammira un dribbling di Maradona o una volée di McEnroe parla infatti di semplicità, di naturalezza perché ‘lo scultore pensa in marmo’ come sottolineava Oscar Wilde. Tutto viene naturale al genio, quasi senza fatica. E con questa scioltezza, a volte quasi irritante, il genio compie lo strano miracolo di tenere insieme due spinte opposte: risalire alla sorgente di una disciplina artistica, riscoprendone l’essenza, e allargarla, forzarla verso nuove frontiere. È creativo perché è come se tornasse alla dimensione della creazione, a quella condizione delle origini e riporta tutto a ‘come doveva essere’. È come quando due giovani si innamorano e uno dice all’altra: è come se ti conoscessi da sempre. L’originario e il nuovo si toccano nel gesto creativo del genio”.

“Il genio di una particolare ‘arte’ (può essere lo sport come la musica, la filosofia come il governo della Chiesa, la teologia come la matematica o la politica…) – aggiunge – con il suo gesto realizza sempre una cosa nuova che però è al tempo stesso la realizzazione piena dell’antica promessa insita in quell’arte. Fedeltà e tradimento paradossalmente coincidono nel gesto artistico dei grandi geni. Abbiamo citato McEnroe nel tennis, ma pensiamo ad Alì nella boxe o a Dylan nella musica: essi ‘tradiscono’ ma proprio così realizzano in pieno la loro arte.

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