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Campania

Omicidio di Roccapiemonte, perizia psichiatrica per madre della neonata: si attende test di paternità

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La donna, dopo il ricovero in ospedale, è stata rinchiusa nel carcere di Fuorni, come disposto dal provvedimento di fermo del Gip. E’ indagata, infatti, per omicidio volontario aggravato

Proseguono senza sosta le indagini della Procura di Nocera Inferiore per fare luce sulla morte della neonata di Roccapiemonte, trovata senza vita la scorsa settimana in un’aiuola nei pressi di una palazzina.

La madre, dopo il ricovero in ospedale, è stata rinchiusa nel carcere di Fuorni, come disposto dal provvedimento di fermo del Gip. E’ indagata, infatti, per omicidio volontario aggravato. Lo stesso giudice, nelle ultime ore, ha nominato un perito per valutare le condizioni di salute della donna per valutare se sono compatibili con la misura cautelare di detenzione carceraria. E’ tornato in libertà, invece, il marito, che, durante l’interrogatorio, ha raccontato la sua versione dei fatti rispondendo a tutte le domande del giudice. L’uomo, in particolare, ha fornito elementi utili alla sua difesa esponendo la sua ricostruzione su quanto accaduto il giorno della tragedia e anche in quelli precedenti. Per questo il Gip non lo ha ritenuto colpevole dell’accusa di omicidio, in ragione dell’attuale carenza di elementi indiziari nei suoi confronti. Sia gli avvocati della donna che quelli del marito hanno presentato al giudice una serie di referti che testimonierebbero le patologie psichiatriche da cui sarebbe affetta la madre della neonata. Si resta in attesa dell’esito dell’autopsia effettuata sul corpicino della piccola e anche dell’esame del Dna, perché il marito della 41enne avrebbe manifestato dubbi sulla sua paternità.

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Cronaca

Sequestrate 29mila mascherine non a norma a Gragnano e Pompei

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Sequestrate 29mila mascherine non a norma a Gragnano e Pompei.

 

Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli, nel corso di tre distinti interventi, ha sottoposto a sequestro, tra Gragnano, Pompei, Santa Maria la Carità e Casalnuovo, 29.000 mascherine facciali, con istruzioni in sola lingua inglese o cinese e prodotte senza alcuna autorizzazione ministeriale, insieme a 22 tute pseudo protettive.

In particolare, nel corso della prima operazione le Fiamme Gialle della Compagnia di Castellammare di Stabia hanno controllato un’attività di commercio all’ingrosso di articoli medicali di Gragnano all’interno della quale erano esposte 100 mascherine asseritamente “”FFP2”, prive delle istruzioni per l’uso in lingua italiana e carenti dei requisiti previsti per quel livello di sicurezza.

Le attività si sono poi estese a Pompei, al deposito della stessa società, dove sono state scoperte ulteriori 21.500 mascherine della medesima tipologia.

I dispositivi sono stati sottoposti a sequestro e il rappresentante legale, un 51enne di Potenza, è stato sanzionato per violazioni al Codice del Consumo.

Gli stessi finanzieri, nel corso di una seconda operazione, hanno riscontrato che una società operante nel settore del commercio al dettaglio di prodotti via internet con sede a Santa Maria La Carità aveva messo in vendita 2.800 mascherine sulle cui confezioni erano riportate solo scritte in lingua cinese ed inglese.

Anche in questo caso il materiale è stato sottoposto a sequestro e il titolare, un 46enne del luogo, è stato sanzionato per violazioni al Codice del Consumo, poiché i dispositivi erano privi delle obbligatorie indicazioni e delle avvertenze per il consumatore in lingua italiana.

Infine, le Fiamme Gialle della Compagnia di Casalnuovo di Napoli, hanno sequestrato, nel corso di un controllo nei confronti di un ambulante, 4.500 mascherine e 22 tute protettive prive di certificazione e di ogni garanzia di protezione per il consumatore.

Sanzionato un 40enne di Casalnuovo di Napoli per esercizio abusivo di attività commerciale.

Tre importanti risultati da parte delle due Compagnie della Guardia di Finanza del Gruppo di Torre Annunziata che rientrano nell’ambito della costante attività di controllo economico del territorio disposta dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli per contrastare, anche in questa fase di emergenza sanitaria, pratiche commerciali disoneste, truffe e frodi a danno dei consumatori.

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Cronaca Nera

Napoli, sequestrati 600 chilogrammi di ‘bionde’: presi 3 contrabbandieri

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Napoli. Maxi sequestro di “bionde”. Carabinieri sottraggono al mercato nero oltre 600 chili di sigarette. Presi 3 contrabbandieri.

 

I carabinieri della sezione operativa della compagnia di Casoria lo tenevano d’occhio da tempo. Quando lo hanno fermato a Casavatore, in Via Enrico Fermi, a bordo del suo furgone, non ha potuto fare altro che arrendersi all’evidenza.
Nel cassone del suo veicolo mezza tonnellata di bionde di contrabbando. Oltre 2500 stecche di sigarette di varie marche italiane ed estere, stoccate in 100 scatoloni di cartone. Arrestato per contrabbando di TLE, Pompeo Tuccillo – 57enne di Arzano già noto alle forze dell’ordine – è stato sottoposto ai domiciliari in attesa di giudizio.

Gli stessi militari hanno arrestato per lo stesso reato Luigi e Raffaele Ruggiero: il primo 43enne napoletano del quartiere Mercato, il secondo 20enne, anch’egli napoletano, di Capodichino. Anche loro a bordo di un furgone, percorrevano Via Nazionale delle Puglie, nella frazione di Arpino di Casoria. Nel loro veicolo 22 cartoni contenenti TLE per complessivi 125 chili. Entrambi sono stati ristretti in camera di sicurezza in attesa di giudizio.

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