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Cronaca Napoli

Napoli, monopattini in sharing: 22mila corse nella prima settimana

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Sono quasi 22mila le corse in monopattino registrate a Napoli da Helbiz, azienda che gestisce il servizio sharing di monopattini nel centro cittadino, nella prima settimana di attività del servizio.

 

I dati sono di 21.966 corse, 56.016 chilometri percorsi, 2,55 chilometri di viaggio medio, 48.967,5 chili di Co2 risparmiata. La velocità commerciale è di 8,6 chilometri l’ora, mentre le direttrici più percorse sono quelle di collegamento est-ovest della città, e cioè da piazza Garibaldi a Mergellina attraverso corso Umberto I, via Toledo, via Chiaia, il lungomare di via Partenope e via Caracciolo. “I dati stanno facendo segnare un utilizzo crescente dei monopattini a Napoli e ci rendono fieri della sfida che la nostra Amministrazione ha scelto di compiere con Helbiz, leader mondiale del settore”, dichiara Alessandra Clemente, assessore del Comune di Napoli titolare, tra le altre, delle deleghe ai giovani, alla mobilità sostenibile e all’innovazione.

“Questi primi dati – prosegue Clemente – confermano la bontà delle scelte strategiche in tema di mobilità sostenibile che stiamo mettendo in campo e confermano gli itinerari ciclabili pianificati, progettati e realizzati. Vogliamo integrare i sistemi di trasporto pubblico con sistemi intermodali leggeri, efficienti ed ecologici. Un tassello per rendere più efficiente la mobilità urbana e contribuire ad alleggerire il carico di metro e autobus e quindi migliorarne il funzionamento in attesa dell’arrivo dei nuovi mezzi. Un tema fondamentale è diluire la presenza dei passeggeri negli autobus e nei treni della metropolitana, soprattutto in un momento storico in cui ci troviamo a gestire l’emergenza sanitaria legata al Covid-19”.

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Campania

Whirlpool:gli operai di Napoli organizzano ‘4 giornate’ in fabbrica

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La proiezione del film ‘Le 4 giornate di Napoli’ di Nanni Loy e un dibattito sul significato di quei momenti riletti alla luce della vertenza Whirlpool.

Gli operai della fabbrica di Napoli est, insieme con Fim, Fiom, Uilm e il Comune di Napoli, hanno organizzato, a partire da una idea delle Rsu, “Le 4 giornate di Whirlpool Napoli. La resilienza dei lavoratori”. Cosi’, domenica prossima, in occasione della ricorrenza delle 4 giornate in cui Napoli insorse contro l’occupazione nazifascista, nella sala sociale della fabbrica, ci saranno la proiezione del film, grazie alla partecipazione del “Festival del Cinema dei Diritti Umani di Napoli”, e il dibattito. Un evento, spiegano le Rsu, che “rievoca e rappresenta, per la caparbieta’, la volonta’, la resilienza e soprattutto per la natura innata di un popolo, i valori di liberta’ e di umanita’ di una citta’, che da sempre ha lottato e si e’ difesa dalle ingiustizie”. Saranno presenti il Comune di Napoli e l’Anpi.

L’evento sara’ anche l’occasione per la presentazione del libro “Storie in centrifuga-Napoli non molla!” di Lorenzo Rossomandi e Rossana Germani. La vertenza degli operai Whirlpool di Napoli va avanti da oltre 16 mesi. Sulla fabbrica pende la spada di Damocle della chiusura dello stabilimento, cosi’ come comunicato dalla multinazionale americana, decisa per il prossimo 31 ottobre. Alla fine di questo mese, dovrebbe essere convocato un tavolo a Roma, alla presenza dei vertici della fabbrica, sindacati e Governo.

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Cronaca Napoli

Siani, 35 anni dopo e’ giornalista professionista

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Giancarlo Siani, giornalista professionista. A 35 anni dall’omicidio del cronista de Il Mattino, ucciso dalla camorra, l’Ordine nazionale e l’Ordine regionale dei giornalisti hanno consegnato il tesserino bordeaux alla famiglia di Giancarlo.

Aveva 26 anni e muoveva i suoi primi passi nel mondo del giornalismo quando la sera del 23 settembre 1985, sotto casa sua, fu ucciso per gli articoli che aveva scritto sulla camorra a Torre Annunziata, provincia di NAPOLI, e la commistione tra politica e malaffare per gli interessi economici del post terremoto dell’80. Giancarlo, quella sera, sotto casa, non ebbe scampo. I sicari gli scaricarono addosso i caricatori. Ucciso per chiudergli la bocca, dunque. Ma forse i suoi assassini e i mandanti di quell’omicidio non immaginavano che, negli anni, il suo ricordo non sarebbe sbiadito, ma che, giorno dopo giorno, sarebbe diventato sempre piu’ forte. Contro la camorra, nelle parole di Roberto Fico, presidente della Camera, “siamo in una guerra di trincea e dobbiamo vincerla, vicolo per vicolo, partendo dall’esempio di Giancarlo Siani”. “Come Stato abbiamo le carte in regola per vincere – ha detto alla cerimonia organizzata con la Fondazione Giancarlo Siani Onlus e la Fondazione Polis – Dobbiamo darci l’obiettivo di sconfiggere la criminalita’ organizzata e la cultura di quella criminalita’ per vivere in un Paese in cui non esistano piu'”. In una lettera del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, pubblicata da Il Mattino, il Capo dello Stato ha evidenziato che “Giancarlo Siani fu ucciso proprio per il lavoro svolto, per l’onesta’ e l’intelligenza con cui onorava il diritto alla libera informazione, raccontando i delitti della malavita e le trame di chi ne tirava le fila. E’ stato testimone del miglior giornalismo”. Oggi la tradizionale deposizione di fiori alle rampe Siani, ma anche altro.

E’ stata, infatti, distribuita la nuova edizione del libro che raccoglie i suoi articoli:’ “Le parole di una vita. Gli scritti giornalistici di Giancarlo Siani” (IODedizioni), a cura di Raffaele Giglio, presentato da Carlo Verna e Ottavio Lucarelli, rispettivamente presidente nazionale e regionale campano dell’Ordine dei giornalisti. In edicola con Il Mattino, invece, e’ stato distribuito “Giornalista giornalista”, che contiene 33 articoli tratti dall’opera omnia “Giancarlo Siani, le parole di una vita”. Ed ancora, con l’edizione partenopea di Repubblica, e’ in distribuzione “La stampa addosso”, edito da Repubblica, in collaborazione con Guida Editori, di Armando D’Alterio, il magistrato che, con le sue inchieste, ha contribuito a fare luce sull’omicidio di Giancarlo. “Oggi Giancarlo rivive non solo attraverso il suo volto sorridente di giovane di 26 anni – ha detto il fratello Paolo Siani – ma parla ai napoletani: e’ il segnale che le cose si modificano, ma ci vogliono impegno, coraggio e perseveranza”. “Giancarlo era animato da passione civile – ha commentato don Luigi Ciotti, presidente nazionale di Libera, tra i premiati della 17esima edizione del Premio Siani – Quello di Giancarlo era giornalismo come etica della conoscenza, come ricerca e coraggio della verita’”. A ricordare Siani, anche il sindaco di NAPOLI, Luigi de Magistris: “Raccontava l’intreccio tra camorra e politica, storie fondamentali per la democrazia e lo sono ancora oggi nel momento in cui le mafie, con forme diverse rispetto all’85, continuano a occupare e inquinare spazi rilevanti della democrazia”.

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