Aggiorna le impostazioni di tracciamento della pubblicità

Seguici sui Social
Privacy Policy Cookie Policy


Attualità

Il viceministro Sileri: ‘Stadi aperti? Meglio aspettare, ora arriva anche l’influenza’

Pubblicato

in



Il viceministro Sileri: ‘? Meglio aspettare, ora arriva anche l’influenza’.

 

“Sono d’accordo con gli scienziati. Io avevo detto sì all’aumento degli spettatori ma solo con un rispetto rigidissimo delle regole e con la garanzia di controlli rigorosi: mille persone in uno stadio sono poche, ma anche così va fatto rispettare il distanziamento, va indossata la mascherina e ovunque vanno vietati gli assembramenti, all’interno e all’esterno degli impianti. Un’apertura con più pubblico è certamente auspicabile ma con molta gradualità, quindi è bene aspettare e vedere come evolve l’epidemia”. Lo dice il viceministro della Salute in un’intervista al ‘Corriere della sera, commentando il No del Comitato tecnico scientifico all’apertura degli stadi al 25%.

“Io credo che ci sarà un aumento dei contagi: entro i primi 10 giorni di ottobre potremo vedere gli effetti dell’apertura delle scuole, ma se riusciremo a tenere sotto controlli i focolai e l’aumento sarà graduale, il sistema sanitario non sarà sotto pressione. Non bisogna mollare la presa, con la stagione invernale arriveranno anche le sindromi influenzali e dobbiamo stare attenti a non intasare i pronto soccorso”, aggiunge.

Come distinguere un raffreddore dai sintomi di infezione da Covid-19? “Tamponi e test rapidi. Ne stiamo facendo molti ma dobbiamo triplicarli: dobbiamo migliorare e aumentare la diagnostica. E ai primi sintomi sospetti restare a casa e chiedere di fare i test: in questa situazione è sbagliato pensare ‘è solo un raffreddore'”, risponde Sileri. Al primo starnuto, ci si deve rinchiudere in isolamento? “No, questo va evitato assolutamente: non dobbiamo lasciare le persone in casa ma far sì che abbiano una risposta in brevissimo tempo: oggi per il risultato di un tampone ci vogliono anche più di due giorni, con il rischio di intasare gli ospedali anche in caso di negatività – sottolinea – Oltre ai tamponi ci sono i test salivari che si usano già negli areoporti e ora anche a scuola: sono più economici, danno il risultato quasi in tempo reale ed evitano una quarantena inutile”.

È d’accordo nel ridurre la quarantena? “Lo sono per chi ha avuto solo contatti indiretti con un positivo: oggi conosciamo di più il virus, e sappiamo che l’incubazione è tra i 4 e i 6 giorni, quindi già al settimo giorno si può fare un tampone e sapere se si è positivi. In caso negativo, isolarsi per altri 7 giorni è inutile, oggi vengono messe in quarantena troppe persone. Diverso il discorso per chi è positivo per cui la quarantena di due settimane è giusta”.

Continua a leggere
Pubblicità

Astronomia e Scienza

C’è acqua sulla luna,importante scoperta della NASA

Pubblicato

in

La notizia è di quelle destinate a cambiare il corso dell’umanità : l’acqua sulla Luna apre scenari e ipotesi importanti

La notizia è di quelle davvero importanti per il mondo scientifico e non solo: c’è acqua sulla superficie lunare, e c’è ne davvero tanta.
L’annuncio della NASA, che nei giorni scorsi aveva dato appuntamento per oggi per una notizia realmente emozionante, ha fatto rapidamente il giro del Mondo perchè la notizia è di quelle davvero importanti non solo per il mondo scientifico .


La ricerca della scoperta è stata pubblicata sullì’eminente Nature Astronomy ; le osservazioni della Luna sono state effettuate utilizzando il NASA/DLR Stratospheric Observatory for Infrared Astronomy – chiamato per acronimo SOFIA, che non è altro un Boeing 747SP modificato che permette agli astronomi di studiare il sistema solare (e oltre) in volo a quasi 14km di altitudine, ottenendo dati e osservazioni a infrarossi con un telescopio di 106″ altrimenti non ottenibili da strumentazioni a terra.

Fino ad oggi si supponeva che la Luna potesse nascondere acqua sotto forma di ghiaccio, specie ai poli. Con questa scoperta è praticamente certo grazie alle osservazioni dirette di molecole presenti sulla superficie illuminata.

E nella seconda ricerca,sempre pubblicata oggi su Nature Astronomy, si descrivono le cold traps, aree in ombra dove sono state trovate ingenti tracce d’acqua.
In questo caso le temperature sono inferiori allo zero, dunque si è in un contesto più favorevole al mantenimento del composto sotto forma di ghiaccio. I dati rilevati con il contributo del Lunar Reconnaissance Orbiter della Luna hanno tuttavia lasciato intendere che in queste aree d’ombra l’acqua sia presente in modo decisamente più massiccio rispetto a quanto precedentemente stimato.

Ecco perchè questa scoperta è storica :  per la prima volta viene confermata la presenza di acqua sulla Luna e poi viene scoperto che il prezioso liquido è potenzialmente presente sull’intera superficie, dunque non solo nelle aree fredde non illuminate dal Sole. Dunque ingenti quantità si ipotizza.

La prossima tappa per SOFIA è di cercare  l’acqua in altre aree del satellite e si proverà a capire come questa venga prodotta e immagazzinata, ed eventualmente come si sposti lungo la superficie. L’obiettivo è la creazione di una vera e propria mappa idrica della Luna.

Continua a leggere
Pubblicità

DALLA HOME

Pubblicità

Iscriviti alla Newsletter

Inserisci la tua email:

Gestito da Google FeedBurner

Le Notizie più lette